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La sentenza della Corte D’Appello di Palermo che stabilisce la restituzione dei beni all’imprenditore alcamese

“Quel patrimonio è frutto delle sue capacità imprenditoriali e non inquinato da infiltrazioni mafiose”. Lo mette nero su bianco la Corte D’Appello di Palermo che ha disposto la restituzione dei beni, per un valore complessivo di dieci milioni di euro, all’imprenditore alcamese Giuseppe Montalbano. Il sequestro dei beni,  società, immobili e automezzi industriali, era avvenuto nel 2011, cinque anni dopo, scattò la confisca. Montalbano nel 2015 venne arrestato con l’accusa di avere distratto ingenti somme di denaro in Oman. Rimase nove mesi in carcere, anche se i suoi avvocati Giuseppe Oddo e Tiziana Pugliesi dichiararono, sin dall’interrogatorio di garanzia, che avesse dimostrato la regolarità di quelle operazioni. I legali annunciano adesso l’intenzione di intraprendere la via del risarcimento dei danni, compresi quelli per l’ingiusta detenzione. “Ho sempre avuto fiducia nella magistratura – dice Montalbano- sin dal primo momento ho cercato di dimostrare, carte alla mano, la liceità di provenienza del mio patrimonio. Ora i giudici mi hanno dato ragione e non ci sarà ricorso in Cassazione contro il decreto della Corte d’appello”. Lo Stato dovrà dunque restituire tutto a Montalbano. Il patrimonio però è più che dimezzato poiché i beni versano in abbandono dal giorno del sequestro.