L’editoriale di insediamento del nuovo direttore di Telesud Nicola Baldarotta.

E’ un’incombenza che affronto con tutto l’entusiasmo che mi contraddistingue e che necessita per non frantumare i record che mi sono stati consegnati da ieri.
Telesud è un’emittente televisiva importante, per il territorio certamente, e un po’ di più – se permettete –  per me. Era il settembre del 1991 quando, giovane ventenne, iniziai a frequentare la redazione di Telesud che allora si trovava in via Lonero. La direzione della testata era quella di Caterina Marceca, giornalista dai modi affabili e rispettosa non solo delle notizie ma anche e soprattutto dei telespettatori. Uno dei suoi insegnamenti, per quanto mi riguarda, fu quello di farmi ricordare – sempre – che quando andiamo in video noi entriamo nelle case delle persone; siamo ospiti, pertanto,  e quindi in dovere di rispettare tutte quelle famiglie che ci lasciano entrare nel loro intimo, spesso diventando noi stessi loro commensali.
E’ questo stile che ho imparato e ho mantenuto negli anni di professione giornalistica, quasi trenta.
La poltrona di direttore, pertanto, oltre che con l’amico Wolly che mi affianca nella stessa stanza (un po’ come in Vaticano, a Telesud c’ un direttore responsabile e un direttore emerito), sento di condividerla con con Caterina Marceca e con tutti gli altri colleghi che mi hanno preceduto, il compianto Rocco Giacomazzi su tutti.
Come sottolineava ieri il presidente del gruppo editoriale, Massimo Marino, mi viene affidata la direzione di una emittente televisiva che, negli anni, ha prodotto numeri incontestabili. Record veri e propri. Avverto tutta la responsabilità di quanto mi viene affidato ma ho la fortuna di avere accanto un gruppo di lavoro coeso e affiatato, professionisti di alta caratura morale che hanno sempre tenuta alta la bandiera dell’informazione, quella seria che si pone soprattutto dalla parte dei cittadini-contribuenti. Da loro tutti, da Mario Torrente a Pamela Giacomarro (con in mezzo tutti i redattori di Telesud di ogni reparto) e dal comparto tecnico capitanato da Pino Avaro, sono certo che riceverò sostegno e suggerimenti per contribuire a raggiungere e superare ulteriori traguardi.
Cosa cambia, dunque, da oggi in poi? 
Poco, nulla a dire il vero. Sono ormai tre anni che rappresento, attraverso gli approfondimenti giornalistici, questa testata. Ho la certezza, e credo che ce l’abbiate anche voi, che a Telesud si faccia informazione senza preconcetti e senza antipatie. E che quando è stata presa posizione, anche drastica, su persone o fatti, è stato solo perché siamo abituati a dire le cose non solo come stanno ma anche come vanno dette, talvolta fuori dai denti e con schiettezza.
Per questo, dunque, al di là di qualche piccolo contributo che mi permetterò di dare in termini di dinamiche del TGSUD, anche con me alla guida della redazione non cambierà nulla.
Informazione si faceva prima e informazione si continuerà a fare. Anche grazie al vostro contributo in termini di suggerimenti, segnalazioni e interventi in una delle numerose finestre informative che contraddistinguono il palinsesto tv.
La mia promessa è, dunque, quella di darvi voce e di mettermi alla guida di un gruppo di giornalisti che vogliono raccontare, per migliorarlo possibilmente, il territorio in cui viviamo.
La volontà c’è, l’energia pure. Gli spazi giornalistici non mancano.
Vediamoci più spesso, dunque.

Nicola Baldarotta

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