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E mentre sabato si avvicina, i giocatori del Trapani Calcio mettono in mora la società per i mancati pagamenti relativi alle mensilità di marzo e aprile 2019.

Adesso basta. Davvero basta. Il campo chiama ma la realtà dice anche altro. Ieri pomeriggio, tramite l’Aic i giocatori del Trapani hanno provveduto a diramare un comunicato stampa per comunicare la messa in mora della società per il mancato pagamento delle retribuzioni di marzo e aprile 2019. Rassicurazioni da parte della società che sono state puntualmente disattese e i tesserati non ci stanno più. Ciò nonostante, il comuinicato si chiude con la garanzia dell’impegno da parte loro che resterà inalterato se non rafforzato, si legge, “in quanto la nostra passione ci spinge ben oltre le vicende extra calcistiche. Lo dobbiamo a noi stessi, alle nostre famiglie e ai nostri meravigliosi tifosi e ad una città intera. Questa è la nostra favola, scriviamo tutti assieme il lieto fine”. Puntualmetne è arrivata la risposta dell’amministratore delegato del Trapani Maurizio De Simone, che definisce “inspiegabile” la messa in mora da parte dei giocatori, nella forma e nelle tempistiche, ribadendo che solo sei giocatori, come se fosse un vanto, non hanno ancora percepito gli emolumenti relativi a marzo. Parla anche di strumentalizzazioni De Simone, atte a screditare la società, di insulti gratuiti che lo hanno indotto ad una profonda riflessione, ed infine parla di dialogo come prima arma. Su questo ci sentiamo di dissentire, visto che proprio De Simone nella conferenza stampa dello scorso 7 maggio, non è stato in grado di rispondere a semplici domande circa l’inafferrabilità delle scelte, l’esonero del ds Rubino in primis, circa i progetti e gli sponsor a supporto della nuova società, sentendo invece di debiti pregressi da saldare, come se nell’acquisto di una società non fosse insita l’analisi della situazione finanziaria. Non abbiamo mai avuto risposte se non informazioni superficiali, o false, come il completo pagamento della mensilità di marzo. Ancora siamo in attesa di sapere perchè neanche i dipendenti, che sicuramente non percepiscono le cifre dei giocatori, non abbiano ancora ricevuto il loro compenso. Una bugia dietro l’altra, una presa di posizione quella della società, ferma a non voler vendere, che davvero a tutto fa pensare tranne che ad un lieto fine, visto l’imminente arrivo del 24 giugno, termine ultimo entro cui corrispondere i pagamenti relativi a stipendi ed iscrizione. Una città “che nonostante l’onore del suo pianto” domenica allo stadio non ha avuto ancora, sino ad oggi, chiarito i tanti dubbi che un atteggiamento come minimo ambiguo ancor prima che manchevole sotto il profilo finanziario continua a creare dubbi e retropensieri nella squadra, nelle istituzioni, insomma, in tutti i tifosi granata. Però, per De Simone, come letteralmente dichiarato questa mattina a “Cuore granata cafè”, il “pensiero è quello di cambiare i seggiolini dello stadio.”