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Il Tribunale del Riesame ha escluso l’inquinamento ambientale per gli indagati di Energetika Ambiente. Confermati i domiciliari per Picone che resta indagato per traffico di rifiuti.

Arriva il primo pronunciamento sull’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia, competente per i reati ambientali, che lo scorso 16 maggio portò agli arresti domiciliari il responsabile operativo per l’Italia meridionale Giovanni Picone ed il capocantiere Benedetto Cottone, denunciando All’Autorità Giudiziaria, complessivamente, 9 persone, tutte in forze ad EnergeticaAmbiente. Il Tribunale del Riesame di Palermo ha confermato, venerdì, i domiciliari per l’architetto Picone escludendo, tuttavia, il reato di inquinamento ambientale, ma confermando quello di traffico di rifiuti. Stesso pronunciamento per il capocantiere alcamese. Come da prassi, i giudici palermitani si sono presi 45 giorni di tempo per il deposito delle motivazioni. L’operazione venne condotta dal Centro Anticrimine Natura di Palermo dell’Arma dei Carabinieri con riguardo ad alcune attività di presunti sversamenti in un deposito della società milanese a Partinico, di riferimento alla raccolta differenziata nella città di Alcamo. I reati che i PM ipotizzano a carico degli indagati, prevedono una pena, rispettivamente, da uno e da due a sei anni con multe che vanno da 10 mila a 100 mila euro.