dav
Pubblicità
<tonno auriga

Ci siamo quasi, a fine mese dovrebbe prendere vita il Tranchida bis con una nuova giunta che parte, però, dalla conferma degli attuali assessori che coadiuvano il sindaco nell’attività amministrativa. Ieri sera s’è tenuta una lunga riunione di maggioranza durante la quale sono state affrontate anche le questioni legate al Luglio Musicale e all’ATM spa.

Siamo agli sgoccioli, praticamente. Quella di ieri sera dovrebbe essere una delle ultime riunioni di maggioranza utili a definire il nuovo assetto della Giunta guidata dal sindaco Giacomo Tranchida. A fine mese il Tranchida bis potrebbe vedere la luce. Nove assessori complessivamente, quattro in più rispetto all’assetto attuale. Gli assessori che per ora sono in carica, cioè Abbrusato, Romano, D’Alì e Patti saranno tutti riconfermati e a loro si affiancheranno i nominativi scelti dalla politica e, in particolare, sembra essere confermata la scelta di puntare su consiglieri attualmente in carica in modo tale che si possa lasciare spazio ai primi dei non eletti. Come precisato ancora da tranchida, ogni consigliere attuale che entrerà in giunta dovrà dimettersi dalla carica consiliare. Questa direttiva, però, potrebbe non riguardare il gruppo politico di “Amo Trapani” che sembra insistere sul consigliere Peppe La porta quale nuovo assessore: La Porta non si dimetterà, ribadisce il leader politico di Amo Trapani ed attuale presidente del consiglio comunale, Peppe Guaiana, per motivi oggettivi. Chiedono una deroga, in pratica, convinti di poterla ottenere per le spiegazioni che forniranno.

In casa UdC continuano, invece, le fibrillazioni: i due consiglieri Anna Garuccio e Alberto Mazzeo si sono messi di traverso e contestato la direttiva dell’onorevole Mimmo Turano che punta sul coordinatore provinciale del partito, Fabio Bongiovanni. Mazzeo e Garuccio su di lui hanno messo un veto e si propongono in alternanza. Questo nodo politico, in casa scudocrociata, non sembra di facile scioglimento.

Come non lo è quello in casa Demos, del resto. Ci sono situazioni interne, legate all’appartenenza ufficiale al Pd con tanto di tessera, che agitano le acque dei democratici. Un nome certo, fra Pellegrino, Ferrante, Brillante e Zaccarini, non è ancora stato sancito.

Sembra scontato l’ingresso in giunta dell’avvocato Dario Safina per il gruppo Cambia-menti. Tentenna, invece, l’avvocato massimo toscano fratello della sindaca di Erice, in rappresentanza del gruppo PER TRAPANI.

Al gruppo giovani, composto da tre brillanti consiglieri quali Giuseppe Lipari, Giuseppe Virzì e Marzia Patti, nessun riconoscimento in giunta. A loro è stato chiesto (o forse imposto) di farsi carico degli assessori Andrana Patti e Ninni Romano quali loro rappresentanti politici. I ragazzi hanno accettato in silenzio ed hanno fatto questo passo indietro che non dà merito al loro impegno in aula consiliare e per la città: hanno dimostrato, infatti, di essere capaci di ben operare con proposte e iniziative che hanno acceso e animato il dibattito in città ben più rispetto a quanto fatto dai veterani. Ma così vanno le cose, dalle parti della politica. Bere o affogare.