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Dopo l’ennesimo nulla di fatto, rimbalzata con ampio risalto sulla stampa nazionale, il presidente di Telesud Massimo Marino commenta la vicenda dell’imprenditore valdericino. 

Un film già scritto, visto troppe volte. Adesso, sotto a chi tocca per il prossimo mascariamento. Andrea Bulgarella è uscito indenne da un procedimento giudiziario infamante che lo ha segnato non poco nell’animo. Così com’è normale per qualsiasi persona che venga a trovarsi, suo malgrado, protagonista di “Sbatti il mostro in prima pagina”. Un format assai amaro che certa stampa, fortunatamente sempre più isolata, continua ad amplificare in favore di una parte di società che definire giustizialista di maniera è riduttivo. Sempre loro, sempre gli stessi: alcuni PM, pochi ma pericolosissimi ed assai influenti, l’associazionismo antimafia praticante, i loro cialtroni da riporto ed i loro seguaci. In pratica, tranne quest’ultimi spesso in buona fede, tutti coloro che hanno da guadagnare, economicamente o professionalmente, da uno spartiacque immaginifico fra buoni e cattivi. I buoni&puri sono loro, va da se; i cattivi tutti coloro che non si conformano al loro volere. E come da cliché, la vicenda Bulgarella è stata classificata in questo schema: lui il Cattivo della Spectre; banche, l’immancabile Messina Denaro, collusioni imprenditoriali, ecc…,dall’altra il sancta sanctorum delle Procure di mezza Italia: Firenze, Roma, Milano, Trapani -con il non trascurabile contributo di collaboratori di giustizia assai discutibili…- rilanciate dalla stampa amica come supereroi che estirpano, con sprezzo del pericolo, il male della nostra società. Alla fine, la magistratura giudicante, sempre più spesso vero ed insormontabile baluardo di legalità e garanzia del Paese, ha scritto la parola fine a questo surreale teorema, come le carte del procedimento oggettivamente dimostravano sin dall’inizio. Le ricordiamo bene certe pubblicazioni per il risalto che la vicenda ebbe in tutta Italia. Dalle nostre parti, poi, i soliti cialtroni da riporto gongolavano per il solito meschino piacere di poter dare un po’ di sano mascariamento, travestito da diritto all’informazione, a chi non è conforme ai voleri e poteri del cerchio magico trapanese; in questo caso è toccato ad Andrea Bulgarella. Con tanto di foto davanti alle “Torri” che il costruttore non ha ancora ultimato in quel di Pisa, per darla in pasto social a quella sempre più ristretta cerchia di giustizialisti di maniera che si stanno vedendo franare il terreno sotto i piedi. Troppi, infatti, sono stati i fallimenti giudiziari così come le rovinose cadute di icone antimafia idolatrate in questi anni, fianco a fianco nelle cerimonie da parata, per non aver provocato uno forte senso di sdegno nella stragrande maggioranza della società. Solo per citarne alcuni: Saguto, Cappellano Seminara e Miserendino di Libera con le loro personalissime amministrazioni giudiziarie. Il presidente della Camera di Commercio Helg, l’eroina di San Luca Rosy Canale e Montante, boss indiscusso di Confindustria con condanne pesantissime già sul groppone. Ormai, sentir parlare di convegno antimafia, associazione antimafia, Pm antimafia, giornalista antimafia è diventato una barzelletta. La loro credibilità è zero. Come ampiamente pronosticato, da anni e nel silenzio assordante di una stampa compiacente, soltanto dalla nostra emittente. Questo sono, nulla di più: dei cialtroni interessati. E talvolta anche assai peggio come tante vicende giudiziarie stanno dimostrando in maniera inconfutabile. 

Massimo Marino 

Presidente di Telesud