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Ancora fuoco alle pendici di Erice. I focolai sono stati subito domati dalle squadre di spegnimento. Il che ha permesso di scongiurare il peggio.

Questa mattina la montagna s’è svegliata con cinque focolai, subito spenti dai Vigili del fuoco, Forestale e dalle associazioni di volotatiato della Protezione civile. Il tempestivo intervento e la successiva bonifica ha permesso di scongiurare il peggio. I primi tre focolai sono divampati all’alba, in tre punti diversi, dopo l’ostello della gioventù e nei pressi del Belvedere di Martogna. Nemmeno il tempo di spegnere questi roghi che sono apparse altre fiamme verso Sant’Anna, sempre bel lato ovest della montagna di Erice, dove in queste settimane si sono registrati più incendi, uno dei quali è stato spento con l’intervento del Canadair. I cinque roghi di oggi sono andati a coincidere con la data dell’incendio di due anni fa, quello che nel 2017 devastò 600 ettari del monte, con le fiamme che arrivarono fin quasi le porte del centro abitato del borgo medievale della vetta, divorando praticamente mezza montagna e lasciando devastazione e distruzione. Le ferite di quel terribile incendio sono visibili ancora oggi. A due anni dall’incendio di fine giugno, oggi la monatagna si è ritrovata di nuovo fumante, per di più nella zona dove c’è il bosco di Martogna, l’ultimo polmone verde rimasto in quiesto lato del Monte. L’allerta naturalmente resta alta. Ed in queste ore si sta indagando sui cinque roghi di questa mattina. Tutti concetrati nello stesso versante della montagna. Circostanza questa che confermerebbe l’ipotesi della matrice dolosa.

Mario Torrente