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Dal 14 luglio al 1 agosto il Festival della Luce ritorna con la sua III edizione, In esilio. Il festival è diretto da Giacomo Bonagiuso.

Dopo le precedenti programmazioni svolte all’interno del Parco Archeologico di Selinunte, l’appuntamento del 2019 “migra” a Castelvetrano. Dopo “Verità e giustizia” e “Migrazioni Meticciati Mattanze”, il tema di quest’anno è l’esilio, e il festival “va in esilio” non metaforicamente, ma in realtà, raggiungendo ed abitando le vestigia monumentali della bella Castelvetrano, la Città degli Aragona.

“E’ il più forte segno concreto, di un’arte che si fa vita e di una vita che vuole raccontare il filo della propria storia – così dice Giacomo Bonagiuso. Spostare il Festival da Selinunte a Castelvetrano, per questa edizione unica, rappresenta una scommessa sulla bellezza della Città degli Aragona. Tornare tra i nostri monumenti e la nostra storia, ci consente di segnare una forte discontinuità con l’abbandono. Noi siamo qui. La nostra narrazione porterà luce su questo splendore impolverato”.

È un viaggio itinerante questa III edizione del festival che, tappa dopo tappa, “fa luce” sul centro, su taluni scenari mozzafiato; arte, musica, teatro che insistono sulla programmazione degli spettacoli all’alba e al tramonto, per conferire pienezza all’esperienza artistica. Uno sguardo sarà anche volto alla periferia urbana della città.

FESTIVAL DELLA LUCE III edizione. In esilio

Dentro il tema dell’erranza, quale condizione di incertezza e di esilio volontario in cui cercare un altrove più degno, nel proprio sé e anche intorno a sé, si articola un cammino comune di pubblico, di luoghi e di artisti. Castelvetrano tutta si apre a rivisitazioni. All’alba, al tramonto e di notte i suoi monumenti e alcuni scorci diventano attrattori culturali di espressione artistica e di aggregazione orientanti, affinché l’erranza e l’esilio siano fattivi e riconoscano in questa città le ragioni di un approdo.

Il Festival della luce si apre al tramonto del 14 luglio e si chiude al tramonto del 1 agosto. Gli eventi sono programmati assecondando l’alternanza naturale di luce e buio. Verrà spenta l’illuminazione pubblica perché i luoghi vengano “illuminati” solo da luci artistiche. Non ci saranno installazioni di palchi e di sedie, per favorire la partecipazione mobile e itinerante.

Il Festival della luce si apre al TRAMONTO del 14 luglio (ore 18.30), nello scenario di Trinità di Delia, sul bosco che si estende ai piedi della meravigliosa Chiesa Araba, con Arie di Sicilia. Lo spettacolo musicale, prodotto da Maurizio Curcio, con i suoi canti ancestrali di Sicilia getta un ponte tra antico e moderno attraverso un’esperienza video-sonora immersiva, che elabora le numerosissime contaminazioni culturali di cui la melodia popolare si fa portatrice. In scena anche Roberta Scacciaferro, Alessandro Librio, Romina Denaro e Giancarlo Parisi.

La programmazione prosegue con gli Alenfado in concerto nel SERALE del 21 luglio (ore 21.30). Notas de Nostalgia è il viaggio musicale del fado che dai quartieri di Lisbona transita in Spagna e poi in America Latina, fino ad approdare anche in Sicilia. In scena anche la coreografia della performer Evelina Lo Pilato.

Il MERIGGIO del 26 luglio (ore 19) getta la sua luce, dal Sistema delle Piazze, nello slargo tra Fontana della Ninfa e Torre Civica, su Gomito di Sicilia: vale a dire sulla provincia di Trapani, raccontata in un libro da uno degli autori di Sicilia più consapevoli e lucidi, Giacomo di Girolamo.

L’ALBA del 28 luglio (ore 6) sorge dallo splendido Chiostro che si appoggia alla Chiesa di san Domenico a suon di flamenco. Ritmo dell’anima di Debora Idelia Brancato, con la Coral Arte Flamenco, racconta dell’esilio volontario, di un passo zingaro errabondo ma anche dell’anima confinata nel luogo delle emozioni.

Il Festival si chiude al TRAMONTO del 1 agosto (ore 19), Atrio di Palazzo Pavone, con Giarabub. Qui si vince o si muore, di Giana Guaiana, con Maria Teresa Coraci e la stessa Guaiana, spettacolo che prende le mosse da un racconto epistolare tra il deserto libico e valle del Belice.

Alla periferia di Castelvetrano è dedicato ImstaMeet, a cura di Giacomo Moceri, raduno di appassionati di fotografia e di utenti di Instagram che hanno lo scopo di documentare e raccontare in maniera visiva il Belvedere, quartiere marginale della periferia castelvetranese

Biglietti

ARIE DI SICILIA, NOTAS DE NOSTALGIA, IL RITMO DELL’ANIMA E GIARABUB: euro 12 (riduzioni 10 e 8 euro)

GOMITO DI SICILIA – ingresso libero