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Al netto della riunione di ieri sera, da cittadina, ancor prima che da donna con la carica di consigliere comunale di una città importante come Trapani, ritengo che la democrazia sia stata umiliata a vantaggio di un concetto di falsa democrazia. È chiaro che ognuno cerca di difendere se stesso, e comprendo le affermazioni del Sindaco nel difendersi dall’avere applicato i principi democratici, purtroppo per lui però le parole devono sempre essere accompagnate dai fatti, per avere credibilità. E questa è la prima grande differenza tra me e lui. Nulla ci scandalizza più. Sono scene che abbiamo visto tante e tante volte, tanto da poterle bene interpretare; diremmo noi trapanesi: “più antiche della Colombaia”. Già nel lontano 370 a.C ad Atene, luogo dove la democrazia ha visto i natali, Platone scriveva: “Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo” (La Repubblica Cap. VIII) Se questo è stato o sarà il metodo futuro con cui il sindaco Tranchida affronterà le scelte per la nostra città, per i trapanesi, le nostre strade potrebbero anche dividersi. Ci sono principi che sono inalienabili, che non sono opinabili, e io non spalleggio con chi li valuta a secondo della circostanza. La nostra città merita trasparenza, equilibrio, decisioni di importanza rilevante, conoscenza della stessa e competenza, tanta competenza settoriale.  Ha fatto bene il sindaco, durante la diretta di ieri sera, probabilmente per poca conoscenza della storia repubblicana italiana, ad avere associato in senso dispregiativo, il mio atteggiamento e quello del Consigliere Lipari a quello dei politici della Prima Repubblica prima degli anni 50. Premesso che la nostra Repubblica nacque nel 1946, pertanto negli anni 50 esisteva da soli 4 anni. La nascita della Repubblica Italiana avvenne a seguito dei risultati del referendum istituzionale di domenica 2 e lunedì 3 giugno 1946, indetto per determinare la forma di stato da dare all’ Italia dopo la seconda guerra mondiale, e grazie all’impegno di uomini e donne di valore che combatterono contro tutto e contro tutti per liberare il popolo italiano dal nemico nazista. Mi riferisco ai nostri padri e alle nostre madri costituzionali: Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter Jervolino, Filomena Delli Castelli, Maria Federici, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli,  Leonilde Iotti, Teresa Mattei e tante altre. Sono questi forse gli esempi sbagliati? Sbagliato può essere l’esempio di Alcide De Gasperi? No a mio parere, invitando ognuno di voi a farne memoria. La storia è una grande insegnante.

Valuti bene le persone, il sindaco, prima di dichiarare che chi parla affermando un punto di vista diverso dal suo, lo faccia per la “poltrona”. Non siamo tutti uguali. Comprendo però che una interpretazione del genere, dica tanto su colui che la afferma e la interpreta, e molto poco dell’altro.

Avevo chiesto la riunione di ieri sera al fine di ricevere ulteriore chiarezza dinanzi ad un metodo di scelta praticato e scelto dal sindaco solo per la lista Trapani tua, lista a cui appartengo e in cui i cittadini trapanesi hanno desiderato che fossi eletta con 350 voti. Tale riunione, palese a tutti coloro che lo volessero, anche tramite il canale streaming de giornale TrapaniSi, ha piuttosto fatto chiarezza in merito alla iniquità metodologica protratta e avallata dal sindaco, il quale pur di accettare la nomina assessoriale in quota Trapani Tua nella persona di Bongiovanni, è stato disposto ad andare ancora una volta contro le regole da lui affermate e scritte nel patto di governo (che per trasparenza vi allego) applicando in corso d’opera, anzi dopo, una ennesima deroga. Mi spiego meglio: Le mie uniche perplessità non riconducibili al merito e alle competenze di Bongiovanni erano e sono riferite al metodo di tale scelta, non chiarito nei tempi e modi adeguati, e soprattutto all’opportunità di dare spazio a chi ha contribuito al successo della lista e che, potrebbe e auspico possa entrare in consiglio comunale, se non nell’immediato almeno in un prossimo futuro. La mia, dunque, era una posizione politica di responsabilità, che guardava al futuro e mirava a stabilizzare il consenso di chi si è candidato e potrà tornare a candidarsi (forse ora non più) nella lista che è espressione dell’UDC. Cosa ben diversa dell’opposizione alla nomina di Bongiovanni. Ma mi spiego ancora meglio:

Quando il sindaco decise di anticipare la fase politica, diede priorità ai consiglieri comunali di ricoprire la carica assessoriale al fine di far scorrere la lista. Puntualizzando che qualora invece si optasse per un soggetto esterno, avrebbe richiesto un tecnico specializzato (ingegnere, architetto, ecc) e una rosa di nomi attraverso la quale scegliere. (Rosa di nomi da me proposta ieri e tempestivamente negatami dal sindaco, ma procediamo per ordine). Nel caso della lista Trapani Tua, a differenza da quanto espresso dal patto di governo che dava scelta alla cabina di regia rappresentata dai referenti di lista e dai consiglieri eletti nella lista, il sindaco invece, d’accordo con Bongiovanni attraverso un messaggio whatsapp, decide di interpellare tutti i candidati della lista e di organizzare una riunione, e lo fa solo per noi, non lo fa per la lista Cambiamenti, sua lista dove sceglie l’avvocato Safina senza chiedere permesso alla lista, e non  lo propone ad  “Amo Trapani” in quanto non sua lista e che pertanto nella scelta di attiene al patto di governo. Riunitasi la lista Trapani Tua, avviene una divisione tra coloro che appoggiavano il progetto politico mio e del Consigliere Mazzeo e che prevedeva l’entrata immediata del Primo dei non eletti, (come aveva precedentemente affermato e auspicato il sindaco) e quei pochi che invece appoggiavano la nomina del referente di lista Bongiovanni. Più della metà della lista si mostra assente e disinteressato a qualsiasi scelta. La fazione che appoggia me e Mazzeo rappresenta più della maggioranza delle preferenze. A dare però la linea metodologica sarà il sindaco che dinanzi a tutti, in riunione di maggioranza, dirà che: non la metà, o più, delle preferenze, bensì la metà più uno dei candidati, entrando così a gamba tesa in scelte che non gli appartenevano ma che soprattutto non sono scritte da nessuna parte. Da qui, il signor Bongiovanni non organizzerà una riunione come da me e Mazzeo chiesto, non farà più confrontare i candidati della lista, ma stilerà un figlio che farà firmare ad ognuno singolarmente e relazionandosi con loro motivando in modi diversi. E chi non sarà convinto della scelta sul nome di Bongiovanni, riceverà la telefonata amichevole dell’assessore Turano. Da quel momento a mantenere la stessa linea saremo solo tre: la sottoscritta, il primo dei non eletti e il signor Antonio Bianco. Detto ciò, rispettando comunque il volere di chi la pensava diversamente da me e poiché  la sottoscritta non era stata coinvolta nel processo di legittimazione del documento poiché è stata estromessa dai Signori Bongiovanni e Giuseppe Carpinteri che non mi hanno contattata per prendere visione del documento che facevano firmare, tantomeno per mettermi al corrente della sua esistenza di cui sono venuta a conoscenza tramite media e “notizie di corridoio”, ho pensato bene, da persona perbene quale sono, di proporre al sindaco La Rosa dei nomi come da patto di governo, in quanto Bongiovanni, essendo non candidato e non avendo avuto legittimazione popolare, rappresenta un esterno. Tale rosa ieri sera in diretta mi è stata vietata e il sindaco ha valutato il Bongiovanni al pari di un consigliere.

Ecco il concetto di democrazia falsa che non tiene conto nemmeno della proposta legittima di un consigliere comunale.

Confermo che in mia presenza l’illustre assessore Turano durante una riunione in cui ero presente insieme al Consigliere Avv. Mazzeo e al Signor Fabio Bongiovanni, impose la volontà che fosse quest’ultimo a ricoprire la carica di assessore al comune di Trapani. Sebbene mi venne proposto di diventare assessore a secondo turno, cioè tra due anni, io rifiutai e portai avanti la mia battaglia democratica.