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Com’era prevedibile ci sono degli strascichi a seguito della riunione di maggioranza pubblica che, la settimana scorsa, ha visto il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida dibattere con alcuni dei membri della sua maggioranza politica le questioni interne e, soprattutto, quelle relative alla nomina di alcuni assessori in giunta.
oggi riportiamo le precisazioni del consigliere comunale Giuseppe Lipari che, per volere del sindaco, è stato ufficialmente relegato all’opposizione.

Sabato durante il TGSUD abbiamo raccontato sommariamente il dibattito che è scaturito dalla riunione di maggioranza mandata in streaming su facebook, soffermandoci sulla motivazione che ha indotto il sindaco Tranchida ad allontanare il consigliere Lipari non solo dalla sede dove si stava tenendo la riunione ma ufficialmente anche dalla maggioranza politica. Tranchida specificò che Lipari si era autocandidato ad un assessorato e che, dopo il diniego del sindaco, iniziò a contrapporsi allo stesso.

Il consigliere Lipari ci ha fatto pervenire una nota nella quale precisa di non essere mai stato interessato ad entrare in giunta e che la vicenda è stata strumentalizzata.

“La lista nella quale mi sono battuto – precisa Lipari –  si riprometteva di essere la lista “dei giovani” degli “under”. Il sindaco aveva preso un impegno: riconoscere spazio in giunta rispetto al risultato raggiunto. Ad oggi non solo nella qualità di capogruppo sono stato osteggiato in molteplici modi, ma sono stato tacciato e cacciato per avere rivendicato il legittimo diritto di quei giovani che si sono spesi con me di essere rappresentati in giunta”.

Lipari continua affermando di non avere lesinato nulla ma, tuttavia, alla lista e al gruppo che rappresentava sono stati tolti e negati d’imperio rappresentanze, mortificando l’impegno profuso, e calpestando il senso stesso della creazione della lista che adesso viene disprezzata epitetandola “baby parking”.

“Tranchida poteva scegliere un vero cambiamento, uno qualsiasi. Ha scelto invece di pagare il prezzo concordato per l’appoggio all’on. Turano, e gli altri capibastone. E ora, dopo avermi epurato, mi attaccheranno sul piano personale perché la penso diversamente”.

Nicola Baldarotta