Secondo la Guardia Costiera di Tripoli, il “Tramontana” non aveva le autorizzazioni necessarie rilasciate dalle autorità libiche

Hanno trascorso la notte nel porto di Misurata i sette membri dell’equipaggio del motopesca “Tramontana”, sequestrato ieri al largo della Libya. L’imbarcazione, appartenente al comparto marittimo di Mazara del Vallo, è stata fermata dalla Guardia Costiera di Tripoli nelle acque del golfo di Sirte. La segnalazione è giunta attraverso l’equipaggio di un altro peschereccio che si trovava nella stessa zona, in cui era in corso una battuta di pesca. Secondo quanto riportato dalle autorità del paese nordafricano sulla pagina facebook dell’operazione governativa Vulcano di Rabbia, il peschereccio “non aveva con sè alcuna autorizzazione rilasciata dalle autorità libiche”. “L’imbarcazione – si legge ancora nel post – si trova in porto ed è stata aperta un’inchiesta sui membri dell’equipaggio”. Dall’inizio dell’attacco delle forze di Haftar su Tripoli, forze governative, nell’ambito dell’operazione Vulcano di Rabbia, pattugliano le acque territoriali libiche. Da allora sono stati effettuati 128 controlli, sequestrati quattro pescherecci stranieri entrati nelle acque territoriali senza permesso e intercettati 2.200 migranti. La Farnesina è in costante contatto con l’ambasciatore Giuseppe Buccino e gli ha chiesto di “adoperarsi prontamente con la massima efficacia al fine del corretto trattamento e di un rapido rilascio dei membri dell’equipaggio e dell’imbarcazione”. Abbiamo ascoltato il presidente del Distretto della Pesca, Nino Carlino.

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