La chiesa Madre di Paceco era gremita e tantissime persone hanno sostato fuori, nella piazza vittorio emanuele, per dare l’ultimo saluto all’on. Bartolo Pellegrino.
Significativo il ricordo della figlia, al termine della cerimonia funebre. C’erano tutti i suoi figliocci politici nella chiesa madre di Paceco o, quanto meno, quelli che potevano esserci. In prima fila, in piedi, c’era l’attuale presidente dell’ARS, Gianfranco Miccichè che con Bartolo Pellegrino ha condiviso determinate battaglie nella politica della seconda repubblica. Anche il sindaco di Paceco, con la sua storia socialista, ne ha voluto tracciare un ricordo al termine della cerimonia, soffermandosi sulle vicende giudiziarie che hanno fiaccato il fisico dell’onorevole Pellegrino ma non la sua visione politica della Sicilia, la sua Sicilia che voleva NUOVA. Non a caso, infatti, sul feretro è stato depositato il vessillo della sua creatura politica. Antesignano da sempre e fuori dagli schemi. Fino alla fine. Su sua espressa volontà, infatti, sarà cremato e le ceneri riposeranno nell’urna a casa sua, la fattoria-laboratorio politico di Fontanasalsa.

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