Denuncia della Cgil

Un’area divisa tra cumuli di pietre, abbandono e degrado in spregio a quella che dovrebbe tornare a essere  una delle più importanti realtà economiche e produttive del territorio,

A denunciare lo stato in cui versa il Cantiere navale di Trapani e i danni che continua a produrre la mancata riapertura della struttura, chiusa da otto anni, è la Cgil di Trapani.

Una parte nevralgica dell’area demaniale, assegnata dal Ministero dei Trasporti a una società romana, è stata concessa, in affitto per circa un anno, dal presidente dell’autorità di sistema portuale, Pasqualino Monti, a una ditta che sta eseguendo i lavori di riqualificazione del porto di Termini Imerese.

“Se è pur vero – dice il segretario generale della Cgil di Trapani Filippo Cutrona –  che alla società assegnataria dell’area non è stata preclusa la possibilità di prendere possesso dell’area demaniale è pur vero che l’aver dato in affitto una porzione dell’area rende oggettivamente impossibile avviare qualsiasi attività”.

Per la Cgil dare temporaneamente in prestito, seppur la concessione è regolata da un canone, l’area demaniale sta continuando a determinare la paralisi del settore della cantieristica, che rappresenta uno dei più importanti volani per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio

Intanto, mentre l’area demaniale è occupata da grandi massi destinati al porto di Termini Imerese, i capannoni del Cantiere navale di Trapani, ormai depredati di tutto, stanno cadendo a pezzi.

Ancora più scandaloso è per la Cgil l’abbandono del bacino di carenaggio, un bene pubblico di proprietà della Regione siciliana per cui sono stati spesi milioni di euro.

I lavori infrastrutturali si sono conclusi più di un anno fa, ma ancora non è stata avviata la ricostruzione dell’impianto elettrico, così il bacino di carenaggio è ormeggiato in uno stato di abbandono che rischia seriamente di comprometterne la funzionalità.  “La chiusura del Cantiere navale di Trapani – dice il segretario Cutrona – si sta ripercuotendo non solo sull’economia e sull’occupazione, ma anche sui traffici marittimi commerciali e crocieristici che sono drasticamente diminuiti. A frapporsi allo sviluppo dell’intero sistema portuale – conclude –  sono anche il rinvio dell’ escavazione del fondale e l’allungamento della banchina Garibaldi ”.

La Cgil ha annunciato che chiederà al prefetto di Trapani l’apertura di un tavolo tecnico per sollecitare il completamento delle opere e l’immediata riapertura del cantiere.