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Il presidente dell’Autorità portuale di sistema risponde alle dichiarazioni del sindacato

In merito all’allarme lanciato ieri in una nota dalla CGIL, riguardo all’ex cantiere navale di Trapani definito “terra di nessuno”, il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, precisa quanto segue:
“Ho grande rispetto – è il commento di Monti – del Sindacato ma attaccare oggi l’Authority, l’unica risorsa del territorio che sta davvero dando risposte, lo trovo un messaggio sbagliato e inappropriato. Mi dispiace che la CGIL, in questo caso, abbia preferito comunicare attraverso gli organi di stampa, quando sarebbe stata sufficiente, vista la mia consueta disponibilità, una semplice telefonata al sottoscritto”.
Il presidente continua ad analizzare ogni punto: “Al di là del bacino regionale che non è di nostra proprietà e sul quale bisognerebbe interpellare la Regione siciliana, posso senza tema di smentita affermare che su quel cantiere ci stiamo muovendo nel rispetto delle norme e con il necessario equilibrio, cercando di risolvere in tempi rapidissimi una situazione difficile e pesante che fa riferimento al passato e ad atti amministrativi adottati dall’Autorità marittima e dal Ministero”.
Nel comunicato viene contestata la concessione di una porzione di area dell’ ex CNT “a una ditta che sta eseguendo i lavori di riqualificazione del porto di Termini Imerese”, e qui il presidente Monti risponde con una battuta: “Siamo un sistema di porti. E’ come dire che il caolino che sbarca a Trapani non è utile perché le ceramiche per cui viene utilizzato vengono prodotte altrove. Ciò che conta è quel caolino, nel nostro caso quei massi che vengono stoccati e che rappresentano lavoro per Trapani. In un’area di 70.000 mq, riservarne poco più di 4000 per lo stoccaggio dei massi che servono per il molo di Termini Imerese, non preclude affatto l’avvio dei lavori. E’ stata la stessa Marinedì ad autorizzarci al deposito non essendo quella in questione un’area nevralgica. Di più: i massi che arrivano, e i rimorchiatori, gli operai a terra, l’impresa e l’agenzia che lavorano creano un movimento occupazionale in ambito portuale che a Trapani non c’è mai stato o che, comunque, non esisteva da anni. Viene da pensare, allora, che l’attacco sia strumentale e di questo mi dispiaccio. Il prossimo 27 agosto ci sarà l’ultimo sopralluogo congiunto con l’impresa per definire l’atto di anticipata occupazione e se Marinedì provvederà agli adempimenti previsti, tra cui il pagamento del canone e la produzione del deposito cauzionale, di cui dovrà dimostrarsi capace, sarà un ottimo risultato, nonostante la complessità amministrativa ereditata, per la cantieristica e la ricaduta occupazionale dell’intero territorio perché il cantiere ripartirà. Nessun processo si governa con le chiacchiere ma purtroppo c’è chi sulle chiacchiere vuole costruire un caso non so bene a favore di chi. Noi, al contrario, le chiacchiere le evitiamo. E ci impegniamo nel fare”.