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Si sono concluse ieri sera le celebrazioni in onore della Madonna di Trapani, patrona della Diocesi e co-patrona della città falcata.Un programma fitto di appuntamenti iniziato per i tantissimi fedeli già dal 1° di agosto con i pellegrinaggi della quindicina e conclusosi ieri con una lunga giornata pregna di liturgie che hanno avuto inizio alle prime luci dell’alba al Santuario e si sono concluse con la processione che dopo il ponteficale presieduto da Mons. Fragnelli in Cattedrale ha visto alle 20,45 uscire in processione per le vie del centro storico la copia della sacra immagine che già il Vescovo aveva accolto al porto peschereccio e del quale riportiamo un breve estratto dalla Sua omelia, relativo al messaggio di accoglienza che i cittadini trapanesi non devono dimenticare: “ stamattina in viaggio per Marettimo, in mezzo al mare Il pensiero è andato alla piccola imbarcazione di fortuna che è approdata qualche giorno fa sull’isola. Mi ha invaso l’universo dei sogni e dei drammi vissuti da tutti coloro che si avventurano alla ricerca rischiosa di condizioni migliori di vita; una preghiera è sgorgata spontanea dal cuore per tutti coloro che viaggiano sul mare seguendo rotte commerciali e, soprattutto, rotte umane.Ho avvertito una sensazione d’intenso legame con l’evento con cui a Trapani, questa sera, chiudiamo la giornata con la processione marina del simulacro della Madonna.” E ieri sera, come di consueto, una moltitudine di trapanesi si è riversata per le vie del centro a seguire quello che per i cristiani rappresenta anche il sacrificio di una madre che per un salvifico volere divino sarà partecipe del più inconsolabile dei dolori, la morte di un figlio.Quella riproduzione della statua attribuita al pisano con il suo volto gioioso di giovane madre con in braccio il bambino e i due sguardi dolcissimi è la stessa che i trapanesi nella processione del Venerdì Santo, seguiranno con il viso affranto e il mantello nero dove quel piccolo che Lei ha tenuto in braccio, adesso la precede dentro una vara funebre.Ma ieri sera è stato un momento di festa con la consueta chiusura con i giochi pirotecnici sparati da piazza Vittorio e come da tradizione commentati fra uno scoppio di palloncini, il pianto di un bimbo e i cric croc della “caccavetta e simenza”.Ma su tutto ha echeggiato il grido “viva Maria santissima”.

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