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Ad Erice è tempo di festeggiamenti in onore della Madonna di Custonaci. Le celebrazioni si sono aperte con la rievocazione storica dei trasporti del quadro della Vergine. Un momento carico di emozioni, vissuto in maniera molto intensa dalla comunità muntisa, che resta orgogliosamente attaccata alle sue tradizioni, gelosa custode del grande patrimonio dell’antico borgo. Dall’ex Csi, dove un tempo c’era la chiesa di Santa Maria delle Grazie, poco sotto il centro abitato della vetta, ieri sera è partita una suggestiva fiaccolata per accompagnare l’immagine di Maria Santissima lungo il viale alberato dell’ex mattatoio per arrivare fino al piazzale di porta Trapani e quindi alla Matrice. Qui il quadro è stato posizionato davanti l’altare centrale dove, l’ultimi mercoledì di agosto, uscirà in processione per percorrere le strade acciottolate del borgo medievale accompagnata da centinaia di fedeli. Un corteo religioso davvero suggestivo e carico di devozione e tradizione.

La fiaccolata tenuta ieri sera ricorda il momento dell’arrivo del quadro della Madonna ad Erice, quando veniva portato da Custonaci al Monte per chiedere l’intervento della Vergine in caso di calamità che affliggevano la popolazione, come pestilenze e siccità. Per secoli l’immagine ha fatto su è giù percorrendo l’Agroericino. Arrivando a vere e proprie diatribe al momento del ritorno a Custonaci. O per l’avvio di un nuovo “viaggio” verso la vetta. L’elenco del trasporti è riportato all’interno della Matrice. L’ultimi avvenne del 1936. Da allora il quadro originale, quello che la leggenda vuole che sia arrivano dal mare, non si è più mosso da Custonaci. Ad Erice si trova invece una copia realizzata nel 1800. Un’altra riproduzione, anche questa molto  bella, si trova invece a Marettimo, dove l’immagine di Maria Santissima arrivò il 17 luglio 1852, portata dai sacerdoti ericini che furono mandati dalla Diocesi di Trapani nella più lontana delle Egadi, dove stava incominciando a prendere forma il paese, con tanto di nuova chiesa costruita dove prima c’era un magazzino, nella piana di punta San Simone. Un ponte religioso lega quindi Marettimo ad Erice nel nome della Madonna di Custonaci.

Il quadro della Vergine anticamente veniva dunque portato a spalla, dentro una cassa, da Custonaci ad Erice lungo i sentieri e le mulattiere che collegavano l’Agroericino con il capoluogo dell’allora grande Comune di Monte San Giuliano, talmente vasto da essere il secondo in Sicilia per estensione dopo Monreale. L’ultima sosta di questo “viaggio” prima dell’ingresso nella Matrice di Erice veniva fatta dove un tempo c’era la cappella di Santa Maria delle Grazie, oggi l’immobile dell’ex Csi: qui il quadro della Madonna veniva tolto dalla cassa per essere posizionato sulla vara. Un momento ricordato ogni anno dalla comunità muntisa, nella rievocazione del tratto finale dei trasporti, che di fatto apre i festeggiamenti in onore della Patrona di Erice e di tutto l’Agroericino.

L’immagine della Vergine, dopo essere portata a mano per un breve tratto nella parte finale della “strada romana”, viene accompagnata dai fedeli con un fiaccolata che risale lungo il viale dell’ex mattatoio per arrivare a porta Trapani, dove la Madonna viene accolta nel suo ingresso nel Duomo dal suono delle campane. Un momento sicuramente molto suggestivo, che ricorda la rievocazione dello sbarco nella baia di Cornino: li la Madonna arriva dal mare, ad Erice tra i silenzi del bosco. Ma in entrambi i casi sempre con il comune denominatore della grande amore che le comunità di Custonaci e di Erice hanno per la loro Patrona. E chissà se un giorno si potrà arrivare a proporre l’antico trasporto nel suo itinerario completo dal Santuario della città dei marmi al Duomo del centro storico ericino. Sarebbe davvero una cosa meravigliosa fare rivivere l’antico viaggio della Vergine nel territorio dell’Agroericino e per i sentieri del Monte. Come è avvenuto per secoli per chiedere la protezione e l’intervento della Vergine per i più svariati motivi. Ricevendo quel caldo abbraccio che continua ad emozione ed a scaldare i cuori di una comunità la cui identità è imprescindibilmente legata alla Madonna di Custonaci.

Mario Torrente

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