Nell’approfondimento di oggi, il commento del presidente di Telesud Massimo Marino sulla pausa di queste settimane.

Probabilmente ci sarebbe voluto un titolo diverso. Il Gruppo Editoriale in queste settimane è stato “sul pezzo”, come si dice in gergo, con i principali fatti del territorio, spesso anticipandoli, dandone notizia nelle proprie finestre web. Una parentesi ormai assorbita dal nostro pubblico, tranne che per i soliti 4 “criticoni a prescindere”, sempre più confinati nel loro recinto “social”. Si è compreso che una piccola “pausa televisiva”, visto il fisiologico calo di notizie, oltre che -ovviamente- quello di telespettatori, è la scelta più naturale in una dimensione come la nostra. Ci fa piacere. I fatti del giorno dicevamo. Protagonista, senz’altro, la giudiziaria in politica. Due fra i più importanti politici della nostra provincia degli ultimi anni, gli ex parlamentari D’Alì e Ruggirello, hanno subìto dei provvedimenti di dubbia efficacia ancor prima che opportunità. Tentiamo di spiegarci, senza voler alimentare polemiche fra garantisti e giustizialisti: le Misure di Prevenzione hanno sentenziato che Antonio D’Alì è “pericoloso socialmente” e dovrà stare per 3 anni a Trapani non rientrando dopo le 21. Abbiamo molta stima del collegio che lo ha giudicato; 3 magistrati notoriamente seri e distanti da certi “cerchi magici”. Cionondimeno, non capiamo “il senso” del pronunciamento: non permettendoci di entrare nel merito, se il Senatore non deve stare a contatto con ambienti mafiosi, a nostro modesto avviso, Trapani, ovvero il territorio dove questi opererebbero, è il luogo meno adatto per circoscriverne i movimenti. Ancor più surreali gli orari: non si capisce perché vietargli di mangiare una pizza da Calvino. Potrebbe incontrare tranquillamente chi vuole per un tè. In tema di diritti dell’individuo, sempre sbandierati alla bisogna, non ci sembra una osservazione da poco, ricordandoci che, piaccia o non piaccia, sino ad oggi due gradi di giudizio lo hanno assolto, seppur con parziali prescrizioni. Stesso ragionamento per Ruggirello: la giustizia ha i suoi tempi e farà il suo corso. Il quadro indiziario è certamente “pesante”, ma l’ex deputato regionale è pur sempre un incensurato, l’avviso conclusione indagini alle porte e dunque l’inquinamento probatorio praticamente inesistente. Dopo 5 mesi di carcere trasferirlo lontano dagli affetti più cari e dai legali ci sembra una vessazione gratuita ed assai distante dai diritti soggettivi costituzionalmente garantiti; specie per un Paese che si vanta di essere “la Culla del Diritto”. Ad Erice le nuvole stentano a diradarsi. Anzi. La consigliera Miceli andrà a giudizio e l’ex assessore Catalano valuta il patteggiamento. Il sindaco Toscano ha il diritto-dovere di continuare ad amministrare ma, oggettivamente, il clima non è dei più sereni. Ogni azione amministrativa si presta a speculazioni, più o meno legittime, e forse sarebbe il caso che la Procura, al netto di fisiologici riservi investigativi, faccia chiarezza sulla posizione del primo cittadino in questo contesto. Anche se fosse solamente come atto dovuto. Da troppo tempo il clima è pesante ed una città dell’importanza di Erice ha il diritto di avere una guida lontana da retropensieri. Comunque, tutte vicende ben lontane dall’aver scritto la parola fine. Staremo a vedere.

Massimo Marino 
Presidente di Telesud