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Il sindaco di Trapani scrive all’assessore regionale Armao. Il tema è quella della rifunzionalizzazione. L’argomento già oggetto di una interrogazione della consigliera Anna Garuccio.

di Fabio Pace

Il Teatro del polo universitario di Trapani, nel 2003 intitolato in pompa magna al poeta e drammaturgo Tito Marrone, torna al centro delle cronache. Almeno quelle politiche e amministrative, perché per il suo rilancio sul piano culturale e operativo dobbiamo ancora lungamente attendere. Il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, ha scritto una nota all’assessore Gaetano Armao avendo appreso di «un programmato intervento tecnico per l’efficientamento della struttura». Non è chiaro, però, in che direzione voglia andare l’intervento della Regione e se esiste un progetto per renderlo fruibile. Tant’è che lo stesso Tranchida scrive nella nota all’assessore Armao: «Si pone però il problema della rifunzionalizzazione del teatro». Insomma, per sintesi: va bene renderlo efficiente dal punto di vista energetico, ma che ne facciamo? La questione, per altro, era tornata d’attualità anche attraverso un atto ispettivo della consigliera Anna Garuccio datato 2 settembre. Nell’interrogazione la consigliera Garuccio ricorda che nel 2017 il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha restituito (simbolicamente) le chiavi del teatro alla Regione, proprietaria dell’intero complesso edilizio del lungomare di Trapani, sede del Polo Didattico e soprattutto ha chiesto al sindaco come intendeva intervenire. La risposta è nelle cose. Tranchida ha scritto al vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao. Anna Garuccio aveva posto in evidenza nell’atto ispettivo che Trapani, priva di un teatro, è ricca invece di una lunga importante tradizione lirica e musicale che trova una delle sue espressione nel “Luglio Musicale Trapanese”. Indirettamente un auspico che a Trapani venga restituito un teatro e che esso possa ospitare le attività, anche in periodo invernale del Luglio Musicale Trapanese. Va ricordato, inoltre che nel marzo del 2018 il teatro è stato completamente vandalizzato. Danni furono procurati agli impianti idrico ed elettrico. In passato altri raid vandalici provocarono pesanti danni anche al palcoscenico, ai tendaggi, alle vetrate interne. Forse anche a causa del mancato intervento della Regione il Libero Consorzio dei Comuni restituiì le chiavi dell’impianto. Una interrogazione dello stesso tono, ma relativa al Complesso di San Domenico, è stata presentata nella stessa data dalla Consigliera Garuccio. Ha chiesto all’amministrazione una relazione sullo stato di fatto dell’immobile. Anna garuccio ricorda come, è opinione diffusa, il complesso di San Domenico abbia tutti i requisiti per diventare il POLMONE CULTURALE della città di Trapani, così come il complesso di San Pietro lo è diventato per Marsala. Per la consigliera le sale e i locali al primo piano prospicienti il secondo chiostro si prestano bene alla musealizzazione di reperti di grandi dimensioni come ad esempio i relitti navali. Anche se su questo fronte orami Trapani è in ampio ritardo essendo la nave romana di Marausa musealizzata a Marsala a baglio Anselmi.