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E’ l’accusa dalla quale si devono difendere 10 persone che furono testi nel processo di primo grado per l’omicidio Rostagno

E’ entrato nel vivo, con l’audizione dei primi testi, il processo per le false testimonianze che i PM ritengono siano state rese nell’ambito del processo sull’uccisione del giornalista e sociologo Mauro Rostagno. Il primo ad essere ascoltato è stato Nino Corselli, ex ufficiale dei vigili urbani di Trapani ed ex appartenente del circolo Scontrino. Rispondendo alle domande dei Pm, Corselli ha ricostruito in aula le attività del centro studi che in realtà celava ben sei logge massoniche: Iside, Iside 2, Hiram, Cafiero, Ciullo d’Alcamo e Osiride. “La Trapani che conta venne scossa, quando, il 6 aprile dell’86, gli uomini della  Squadra Mobile fecero irruzione presso il Centro Studi”, ha ricordato l’ex vigile urbano che nel corso della  sua audizione ha tirato in ballo il guru della Saman, Francesco Cardella, ricordando come lo stesso all’interno della loggia massonica fosse “ritenuto da tutti meritevole di rispetto” e di come ne parlasse bene Antonio Gianquinto, uno degli imputati ed ex dentista della Saman. Il processo proseguirà il prossimo 8 ottobre quando ad essere ascoltate saranno l’ex moglie del mafioso campobellese Natale L’Ala, l’ex collaboratrice di giustizia Giacoma Filippello ed il giornalista Sergio Di Cori che già nel processo di primo grado aveva riferito in aula di aver raccolto da Rostagno le confidenze su un presunto traffico d’armi tra l’Italia e la Somalia che passava proprio da Trapani.