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Si avvia a conclusione il processo per le “spese pazze all’Ars” in corso a Palermo. Tra i sei imputati,chiamati a rispondere dell’accusa di peculato, anche i due ex deputi regionali trapanesi, Giulia Adamo e Livio Marrocco. Al termine della sua requisitoria, il pubblico ministero Laura Siani ha chiesto la condanna a tre anni e nove mesi per Giulia Adamo e tre anni e sei mesi per Livio Marrocco. Il procedimento è solo una tranche della maxi inchiesta esplosa nel 2014 che portò alla notifica di circa ottanta avvisi di garanzia ad altrettanti parlamentari e impiegati dei gruppi parlamentari accusati di aver utilizzato per fini personali i soldi assegnati per l’attività istituzionale.  A fine novembre la parola passerà ai difensori, poi la sentenza. “Siamo alle strette finali – è il commento dell’ex deputato regionale Livio Marrocco – dopo 5 anni finalmente si arriverà al giudizio di primo grado almeno. Un incubo inimmaginabile per me e la mia famiglia vissuto in rispettoso silenzio che non è assolutamente ammissione bensì consapevolezza piena delle proprie ragioni. Questa mattina – prosegue – in udienza ho rilasciato dichiarazioni spontanee. Poi è toccato al PM. Ha fatto il suo, ce lo aspettavamo. Siamo tutti ladri e delinquenti. Ha chiesto il massimo che poteva chiedere neanche fossimo terroristi o omicidi. Ma va bene, a testa alta abbiamo ascoltato senza condividere alcunché. Io per esempio “ho distratto 4500€” su di un bilancio complessivo di 2.000.000€. Va bene. Spalle larghe sempre. La sentenza Leontini di assoluzione – conclude infine Marrocco – ci fa sperare come sempre nella parte giudicante. Adesso toccherà nei prossimi mesi ai nostri difensori ribadire i fatti e rispondere alle “tesi” dell’accusa”.