Il rosone della chiesa di Sant'Agostino
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Primo fine settimana a Trapani all’insegna della Via dei Tesori, iniziativa, in collaborazione con l’associazione Agorà, che per tre week end permetterà di visitare 25 siti, tra chiese, palazzi, torri e monumenti.


In questo primo settimana all’insegna delle “Vie dei Tesori” a Trapani sono state superate le 3.500 visite. E ieri mattina, nell’ambito del programma, si è anche tenuto il primo tour per il centro storico di Trapani, con l’architetto Luigi Biondo che ha fatto da “Cicerone” in un percorso tra i misteri e le leggende di Trapani. Accompagnando tutti i presenti in un viaggio sensoriale, alla scoperta delle bellezze e del grande patrimonio della città falcata, facendo diverse tappe, come a San Liberale, conosciuta anche come la chiesa degli innamorati, i bastioni Imperiale e Conca, continuando quindi lungo le mura di Tramontana in quella che un tempo era considerata la “Marina piccola”: da qui un tempo partivano le barche coralline alla ricerca dell’oro rosso. Ed ancora le chiese, come quella dell’Epifania, Santa Lucia e Sant’Anna. E la stessa Cattedrale, con Luigi Biondo, profondo conoscitore della storia della città e dei suoi monumenti, a cui ha dedicato anni di studio e lavoro, che ha parlato delle origini genovesi della chiesa di San Lorenzo. Un viaggio che è passato anche per i tanti palazzi del centro storico, come palazzo Ferro, con il suo prospetto dove è raffigurato un leone con il cappello. Tra le tappe fatte anche quella in piazza Saturno, con la sua fontana, dove arrivava l’acqua dell’acquedotto voluto dalla famiglia Chiaramonte, e Sant’Agostino, antica chiesa che si porta indietro al tempo dei templari, con il suo meraviglioso rosone dove si intrecciano in perfetto equilibrio i simboli religiosi di cristiani, ebrei e musulmani, culti che qui si sono sempre incontrati nell’ottica del rispetto e dell’inclusione. Parola che ha fatto Trapani grande nei secoli. Punto di incontro e di scambi commerciali con il suo centralissimo porto nel Mediterraneo e la città che dall’originario nucleo abitato che arrivava fino all’attuale via Torrearsa si è andata espandendo verso ovest, facendo sorgere il quartiere palazzo dove prima c’erano scogli, isolotti e mare come ricordato da Biondo, che ha invitato tutti i partecipanti a camminare col naso all’insù, facendo caso ai dettagli di chiese e palazzi, come nell’angolo opposto alla chiesa di San Nicola dove ancora oggi si può vedere la raffigurazione dell’imperatore Carlo V con tanto di corona. La passeggiata è quindi continuata verso la chiesa di San Domenico, dove è custodito il crocifisso miracoloso, per poi addentrarsi nelle vie Mercè e Calvano, con la sua caratteristica forma sinusoidale. Entrando quindi nella zona della via Catito e in via Giudecca, arrivando proprio davanti a Palazzo Ciambra, dove si è concluso il tour, partito due ore e mezza prima da Torre di Ligny, da dove Luigi Biondo ha iniziato il suo racconto tra mito e storia. Guardando verso il mare che fece da teatro alla battaglia delle Egadi, il villino Nasi e la Colombaia. E qui ha ricordato un episodio, quando da Torre di Ligny partirono dei colpi di cannone per sedare una rivolta dei trapanesi. Uno dei tanti racconti che rendono la passeggiata per il centro storico di Trapani particolarmente suggestiva, con le sue leggende, i miti e tutto il bagaglio di conoscenza che è stato tramandato dalla tradizione orale. Oltre che dai documenti arrivati ai giorni nostri. Un patrimonio che fa di Trapani davvero la città delle meraviglie, dove ogni scorcio racconta storie su storie in un “viaggio” sensoriale che abbraccia tutto il Mediterraneo, da Gerusalemme al Nord Africa, per poi passare da Pisa e Genova arrivando fino alla Francia ed alla Spagna. Tra re e viceré. Pirati e Templari. Artigiani e pescatori. Preti e commercianti. Schiavi e padroni. E poi ci sono loro, le indiscusse protagoniste di questa lingua di terra circondata dal mare. E dentro il mare. Loro, le tante donne che hanno segnato questa terra vocata alla fertilità ed alla fecondità. Da Cerere a Venere per arrivare alla Madonna di Trapani passando per tutte le Sante a cui sono state erette chiese su chiese. A volte pure l’una accanto all’altra come per Santa Lucia e Sant’Anna. Praticamente attaccate. E ad un tiro di schioppo dalla vicina chiesa dell’Epifania. Con il convento che fu dei cappuccini. E poi c’è quell’intreccio di odori e profumi. Di cupole colorate e strette stradine. Palazzi sfarzosi e piccole abitazioni. Di crocifissi miracolosi e statue con lo sguardo rivolto ovunque. Qui tutto si mescola. Come gli stili architettonici. I mestieri. I volti. Le parole. Le tradizioni. La storia, rimasta impressa nelle testimonianze lasciate sui muri della città dalle genti arrivate dal mare e che qui si son fermate. Lasciando traccia e portando qualcosa che ha contributo a creare arricchimento. Nella cultura come nella gastronomia. Nell’edilizia come nell’organizzazione della comunità trapanese. Sempre con il comune denominatore dell’inclusione. Da qui sono passati tutti. Ed il rosone della chiesa di Sant’Agostino, con il suo intreccio di elementi decorativi che richiama cristianesimo, islam ed ebraismo, ci ricorda il ruolo che ha avuto Trapani nei secoli. Un luogo di incontro tra diverse culture. Di religioni che qui si sono sempre parlate tra di loro. Un ponte nel Mediterraneo. Un crocevia di popoli. Il che rende la città tra i due mari uno scrigno unico davvero tutto da scoprire. Nei posti da vedere così come nelle tante storie da raccontare. Una città autenticamente da osservare e sentire. Dal suono della risacca come nella brezza del vento che entrando nelle strade si carica di profumi e odori. Ed ancora nelle parole che, se ben messe assieme, riescono ad emozionare trasmettendo una storia di cui andare fieri. E che merita sicuramente di essere condivisa. Anche per comprendere meglio il presente. Ed aiutarci ad affrontare le sfide del futuro.

Mario Torrente

GUARDA IL SERVIZIO CON LE IMMAGINI DEL TOUR E L’INTERVISTA A LUIGI BIONDO