Le pelli scuoiate appartenevano a delle capre

Un grave danno di immagine per chi è chiamato a tutelare flora e fauna in un’area di conservazione delle specie

di Fabio Pace

Ovini macellati clandestinamente nell’area demaniale di Martogna. La scoperta è stata fatta ieri dall’animalista trapanese Enrico Rizzi, presidente del NOITA (Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali), con una diretta su Facebook. Nelle immagini si vedono tre pelli, di pecora o di capra, come poi accertato da un veterinario dell’ASP, stese ad essiccare all’interno di un locale, chiuso con una rete metallica la cui porta è serrata dall’esterno con lucchetto. Stamani, infatti, è emerso che il locale è nella disponibilità di un operaio dell’Azienda Forestale che avrebbe parzialmente ammesso le sue responsabilità, almeno per ciò che riguarda il trattamento delle pelli. Rizzi ha presentato una regolare denuncia alla squadra di polizia giudiziaria dell’Azienda Forestale di Trapani. La stessa Azienda Forestale, per tramite del suo dirigente, Giuseppe Giarrizzo, ha seguito la via della denuncia contro ignoti e della indagine interna ritenendo di avere ricevuto un pesante danno di immagine. L’accertamento definitivo dei fatti, benché appaio abbastanza chiaro, sarà comunque compito della magistratura. Rimane comunque la grave contraddizione sul piano etico, che in un luogo di tutela degli animali sia stata operata presumibilmente una macellazione clandestina che è sempre vietata, anche in forma privata. Rizzi, inoltre, ha denunciato un ispettore della polizia municipale di Erice per omissione di atti d’ufficio. Questi, infatti, s’è rifiutato di procedere alla perquisizione degli altri gabiotti nella disponibilità dell’operaio individuato e all’interno dei quali avrebbero potuto esserci un congelatore con la carne macellata, e gli attrezzi utilizzati per la macellazione.