Il deputato regionale di Forza Italia Stefano Pellegrino

Il deputato:«Non posso che ribadire la mia innocenza in relazione a qualsiasi fatto di corruzione elettorale»

La Dda di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per alcuni degli indagati dell’operazione “Mafia Bet”. Tra questi c’è anche il deputato regionale di Forza Italia, Stefano Pellegrino, già componente della commissione Antimafia. Pellegrino avrebbe avuto rapporti e sostegno elettorale dal Calogero John Luppino, imprenditore nel settore delle scommesse, e dallo zio di questi Salvatore Giorgi. Secondo l’accusa Pellegrino, accusato di corruzione elettorale, si sarebbe rivolto ai due in occasione delle elezioni regionali per ottenerne la mediazione in cambio di voti. I carabinieri avrebbero collegato regalie e pacchi di spesa, a Luppino e Giorgi e questi ultimi a eventi elettorali organizzati in favore di Pellegrino. In una nota diffusa alla stampa Pellegrino torna a ribadire la sua estraneità ai fatti: «Non posso che ribadire la mia innocenza in relazione a qualsiasi fatto di corruzione elettorale. Ho affrontato la campagna elettorale con la massima correttezza e con scrupolosa osservanza delle norme elettorali e delle regole etiche. Del resto, è stata già la stessa Accusa a ritenermi estraneo ad ogni contesto di criminalità organizzata. Chi mi conosce sa che mai avrei potuto intrattenere rapporti meno che leciti per ragioni elettorali, né, tantomeno, che avrei potuto vendere la mia stima e il mio decoro per due buste di spesa. La mia storia deontologica, etica e familiare mi rende assolutamente sereno e certo circa la conclusione favorevole del procedimento a mio carico. Peraltro, i quarant’anni di stimata ed apprezzata professione di avvocato mi consentono di respingere ogni illazione e di sopportare la gratuita gogna mediatica cui giornalismo di bassa lega cerca di sottopormi, per ragioni che, come ribadito in altre occasioni, onestamente mi sfuggono». La richiesta della DDA verrà discussa dal GUP il prossimo 4 novembre. «Dall’esame degli atti depositati dalla stessa Accusa – aggiungono i legali di Pellegrino – riteniamo provata l’assoluta estraneità del nostro Assistito rispetto al fatto contestatogli. Provvederemo a depositare al GIP di Palermo memoria difensiva con la quale chiederemo che non si faccia luogo al rinvio a giudizio richiesto dal PM».