La senatrice Raffaella Marin (alla destra del C.te Giuseppe Romano) tra agenti e operatori della Casa Circondariale Pietro Cerulli
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La senatrice Raffaella Marin (Lega) in visita al carcere di Trapani. Attenzione rivolta alle condizioni operative e all’ambiente di lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria.

di Fabio Pace

Giudizio aspro e tranciante, quello della Senatrice della Lega Nord Raffaella Marin, che ha definito «viscere della criminalità» l’ambiente di lavoro della Polizia Penitenziaria di Trapani, cioè la Casa Circondariale di Trapani “Pietro Cerulli”. Oggi in visita ai reparti detentivi la senatrice Marin, componente la 12^ commissione sanità di Palazzo Madama, ha preso atto delle condizioni strutturali dell’Istituto, e si è soffermata in particolar modo ad esaminare le problematiche della Polizia Penitenziaria trapanese. Dopo la visita ispettiva, accompagnata dal Comandante Giuseppe Romano, ha voluto incontrare il personale in servizio del quale ha colto il disagio. Attiene a questo incontro una dichiarazione che ha affidato anche ai social: «Nelle viscere della criminalità – ha affermato la senatrice Marin -, lavorano donne e uomini che per 8 ore al giorno servono il paese, reclusi tra sbarre di sicurezza, a contatto con criminali, stupratori, mafiosi, psicotici, tossici, soggetti che il mondo non vuole più tollerare». Una dichiarazione che pone l’accento sulle condanne e sulle ragioni della detenzione e mette in secondo piano il ruolo che il carcere dovrebbe avere: quello rieducativo e di recupero. La senatrice Marin ha preso atto che nel carcere trapanese sono ristretti 560 detenuti, con un solo psichiatra e con una «carenza alienante di personale». La senatrice della Lega ha definito gli agenti in servizio «offesi, oltraggiati, aggrediti e feriti, privi di sostegno psicologico». «Questa Polizia disarmata e senza voce – conclude Marin – chiede solo un po’ di dignità e di considerazione nel contesto lavorativo perché è di questo che si tratta: lavoro». L’esponente leghista ha annunciato la presentazione di un atto ispettivo al ministro della Giustizia sull’alto numero di detenuti con problemi psichici che con la chiusura dei Manicomi Giudiziari in pratica vengono parcheggiati nelle carceri in attesa che si liberino i posti nelle REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza – in pratica strutture sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi). Per la senatrice «situazione intollerabile che crea tensioni e disagi alla Polizia penitenziaria nella gestione di questi soggetti». Sulla specifica situazione del carcere di Trapani la senatrice presenterà una interrogazione segnalando la necessità di aumentare immediatamente l’organico al fine di dare tranquillità al personale, operare con sicurezza e assicurare anche le attività trattamentali ai detenuti indispensabili ai fini del reinserimento sociale.