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La giuria tecnica ha premiato la squadra africana, quella popolare gli azzurri. Numeri da record per la 22esima edizione del Cous Cous Fest

Lo spettacolo di Sasà Salvaggio dal Bia Theatre di San Vito Lo Capo, ha chiuso la 22esima edzione della rassegna enogastronomica dedicata al Cous Cous. Un’edizione che ha fatto registrare, secondo previsioni, numeri da record, complice l’alto livello dei cooking show, con chef di rilevanza internazionale e gli spettacoli che hanno animato le diverse serate, come i concerti di Noemi, Boomdabash, Lello Analfino e i Tinturia e Mahmood. Un’edizione che ha visto trionfare, per la giuria tecnica, il Senegal, che ha vinto anche il premio per la miglior presentazione, con la chef Mareme Cisse che lavora al ristornate Ginger People&Food della cooperativa sociale Al Karub di Agrigento. Un piatto dedicato al figlio Falilou Diouf. La giuria popolare non ha avuto dubbi, l’Italia rappresentata dallo chef del ristorante sanvitese “Tannure”, Giuseppe Peraino in squadra con Francesco Bonomo e Massimiliano Poli, ha trionfato. Il piatto, a base di tre consistenze di scorfano ha messo tutti d’accordo. Gli Stati Uniti invece hanno ricevuto il premio Salute e Benessere. Dei piatti capaci di affidarsi alle materie prime dei paesi in gara, che hanno messo a dura prova la giuria tecnica presieduta da Vincenzo Vizzari. Un’edizione capace di portare sul palco contemporaneamente i tre rappresentanti delle religioni monoteiste, di ascoltare buona musica, di allargare gli orizzonti gustando piatti di altri paesi. Un’occasione per sentirci parte di una realtà più ampia, dove noi siamo un tassello di quel mosaico, che insieme alle altre tessere compone questa realtà. Quindi, questi dieci giorni a San Vito Lo Capo, non sono stati altro che occasione per sentirci parte di questo sistema che molto spesso viene minato da discorsi complessi che poco hanno a che fare con le dinamiche quotidiane. Appuntamento allora alla prossima edizione, sempre a San Vito Lo Capo e sempre con lo stesso spirito.

Stefania Renda