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Si è conclusa, con successo, la ventiduesima edizione. Nell’approfondimento di oggi le riflessioni del presidente di Telesud Massimo Marino.

Il brand, ormai, è fortissimo. Riconosciuto in tutto il mondo grazie all’eccellente lavoro della Feedback, agenzia di comunicazione che cura l’evento, depositaria del format. Senza l’infaticabile lavoro di un ristretto gruppo di persone – ed il convinto sostegno delle varie amministrazioni alternatesi negli anni – tutto ciò non sarebbe possibile. Nonostante questo, come sempre, le polemiche non mancano; spesso sterili, il più delle volte pretestuose. Banalità su presunti soldi pubblici elargiti con facilità ed in gran quantità quando, invece, da anni, la manifestazione non gode più di finanziamenti “generalisti” ma limitate risorse destinate a precisi progetti che comunque non coprono neanche il 20% dell’evento. Il resto, e parliamo di quasi un milione di euro, è a totale carico dell’organizzazione. Firma lei i contratti e lei li deve onorare. Nel frattempo, in tanti, decisamente troppi, vogliono salire sul carro del Cous Cous Fest: sedicenti mediapartner senza arte né partner e qualcuno addirittura in diretta concorrenza con le attività in programma…, chi lo ha sempre strumentalizzato per sterili fini politici e gli immancabili leoni da tastiera per trovare la loro piccola ribalta quotidiana. Addirittura si è arrivati ad attaccarlo per la vicenda della turista milanese sentitasi male per aver mangiato del “tonno avariato nel costosissimo festival gastronomico pagato con soldi pubblici”. Superfluo sottolineare che la signora intossicata ha cenato in un ristorante di San Vito Lo Capo e non in una delle Case Ufficiali del Cous Cous Fest e che anzi si dovrebbe ringraziare l’organizzazione visto che la malcapitata “è stata salvata” proprio grazie all’intervento degli operatori del 118 presenti appositamente per la manifestazione e pagati dalla stessa. Insomma, lamentele continue, talvolta surreali degne di un trattato sociologico di psicoanalisi…, anche dagli operatori del territorio che sono i primi a trarne beneficio con ristoranti stracolmi, a fine settembre, e posti letto venduti a tariffe ferragostane. Adesso c’è da chiedersi quale debba essere il futuro della manifestazione. Tanto è stato fatto negli anni. La “nuova veste” dell’edizione appena conclusa è stata indubbiamente un successo. Bisogna capirne la sostenibilità per l’organizzazione che, ormai, resta in capo ad un solo soggetto, la Feedback, con un rischio d’impresa eccessivo. Per intenderci: una settimana di maltempo porterebbe, probabilmente, a depositare i libri contabili in tribunale visto le variabili in entrata troppo legate alle presenze quotidiane. Questa consapevolezza dovrebbe essere maggiore nel paese; ma ho idea che ciò non sia affatto compreso negli amici sanvitesi. Frequento e villeggio a San Vito praticamente da quando sono nato; insomma, la conosco discretamente. Com’era 40 anni fa e com’è oggi. Ho la vaga impressione che quel vecchio detto popolare calzi a pennello: “u troppo benessere…”

Massimo Marino 
Presidente di Telesud