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Il Libero Consorzio dei Comuni di Trapani lo affida in concessione dietro pagamento di un canone, ma chi gestirà l’immobile deve garantire l’apertura al pubblico e attività culturali

Dopo l’effrazione dei giorni scorsi, gli atti vandalici nel mese di maggio, e quelli dei mesi precedenti; dopo le polemiche sullo stato di abbandono del Villino Nasi, sembra quasi giungere come una risposta l’avviso pubblico del Libero Consorzio dei Comuni di Trapani. Oggi l’ex Provincia) ha pubblicato l’avviso pubblico di manifestazione di interesse per ricercare progetti pubblici o privati che consentiranno la valorizzazione il Villino Nasi. L’avviso è consultabile all’albo pretorio dell’ente. Realizzare un progetto e utilizzare villino Nasi avrà un costo. Il Libero Consorzio lo concede a titolo oneroso pluriennale in gestione di tipo indiretto, come stabilisce l’art. 115, comma 3 del decreto legislativo 42/2004 – Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Il Villino sarà dato in concessione insieme alla cappelletta votiva e al giardino. L’immobile e l’area dovranno rimanere aperte al pubblico attraverso iniziative, eventi, mostre, attività culturali e interventi di conservazione a tutela e salvaguardia del patrimonio dell’ente. L’obiettivo del Libero Consorzio è duplice: aprire al pubblico il villino Nasi senza spendere un euro. Con la casa del custode, divenuto oggi un ristorante, il meccanismo sembra abbia funzionato. L’immobile è stato ristrutturato dal privato che ne ha la concessione e il giardino, reso fruibile, per esempio, è stato ripulito a spese dello stesso gestore privato, sebbene non ne abbia la concessione. Il commissario straordinario Raimondo Cerami si dice soddisfatto del risultato raggiunto e auspica che i potenziali soggetti in possesso dei requisiti per partecipare e che hanno a cuore la promozione e lo sviluppo del territorio trapanese possano contribuire al processo di valorizzazione del patrimonio immobiliare dell’ente.