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I termini di custodia cautelare sono scaduti ed il giudice per le indagini preliminari di Palermo ha respinto la richiesta di proroga avanzata dalla Procura. Tornano così liberi 29 dei presunti componenti della banda “Spaccaossa”, arrestati nell’ambito dell’operazione “Tantalo Bis”, messa a segno lo scorso mese di aprile dagli uomini delle squadre mobili di Trapani e Palermo. Secondo l’accusa, la banda avrebbe reclutato persone bisognose, ragazze madri, tossicodipendenti, senzatetto, disoccupati, disposti a tutto, anche a farsi spezzare le ossa per ottenere risarcimenti non dovuti. Vittime e carnefici, complici di un grosso giro di truffe alle assicurazioni. Falsi incidenti, organizzati grazie alla complicità di medici e centri per la riabilitazione. Un giro d’affari enorme di cui le vittime però, vedevano solo le briciole. L’inchiesta era partita dal ritrovamento del cadavere di un tunisino in strada. A Trapani invece, le indagini della squadra mobile avevano preso il via nel 2018, a seguito di un falso incidente, che era però costato l’invalidità permanente alla vittima. I pubblici ministeri avevano motivato la necessità di mantenere gli indagati in carcere perché devono ancora essere approfonditi alcuni aspetti alla luce degli interrogatori di due indagati. Ed ancora perché non è stata completata l’analisi del “materiale investigativo rinvenuto all’interno dei dispositivi telefonici in uso ad alcuni indagati e sui quali si è proceduto a consulenza informatica”‘.