Il parlamentare avrebbe diffamato l’amministrazione ericina

Altri sei mesi d’indagini per accertare se il senatore grillino diffamò il Comune di Erice. La vicenda risale ai primi di marzo dello scorso anno quando si votò per il rinnovo del Parlamento nazionale dove lo stesso Santangelo era candidato. Daniela Toscano, in qualità di primo cittadino, appreso del post su Facebook del senatore, denunciò alla Procura della Repubblica il parlamentare per diffamazione aggravata. In particolare, si legge nell’esposto, affermò nel video “d’aver colto sul fatto chi stava staccando il manifesto dei 5 Stelle. Sono stati due Vigili Urbani del Comune di Erice. Abbiamo già avvertito i Carabinieri che sono venuti e hanno verificato la situazione e ora ci spostiamo in Caserma per denunciare i fatti.” Infine, l’immancabile richiamo alla legalità. Accuse che non sono andate giù al Sindaco; soprattutto per i conseguenti commenti che ne derivarono con i soliti leoni da tastiera a sbizzarrirsi con ogni tipo di offesa: da “bastardi” a “infami” passando ad un surreale “Vigili Urbani pagati dalla mafia”. Il primo cittadino ricostruisce la vicenda citando normative ministeriali per l’assegnazione degli spazi sostenendo che gli agenti avrebbero “provveduto a rimuovere quei manifesti che occupavano uno spazio elettorale assegnato ad un’altra forza politica” rimuovendo “non solo quelli dei 5 Stelle, ma anche quelli di altri partiti. Invece, Santangelo ha strumentalizzato il corretto operare della Municipale con l’intento di denigrarne l’immagine insinuando che avrebbero rimosso i manifesti del Movimento con lo scopo di turbare il libero convincimento degli elettori.” Adesso, i PM hanno ritenuto necessario un ulteriore supplemento d’indagine che il GIP di Trapani ha concesso. C’è da dire che il parlamentare non è nuovo ad accuse su presunti “abusi” subiti durante le campagne elettorali. Già l’anno precedente accusò Telesud di strampalati, quanto gravissimi, endorsment su candidati sindaci piuttosto che inviti ai grillini per occasionali vendite di spazi pubblicitari con l’immancabile riferimento ad un regime di monopolio. Affermazioni che gli sono valse una citazione a giudizio della Procura di Trapani e per le quali, il senatore, ha eccepito l’insindacabilità per le guarentigie parlamentari; tradotto, l’immunità “per le opinioni espresse nell’esercizio delle funzioni”. Venerdì, il giudice Giarrusso scioglierà la riserva.