I funerali di Sebastiano Tusa
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Il dolore e il ricordo nel corso dei funerali, celebrati nella chiesa di San Domenico a Palermo.

di Fabio Pace

Sono stati celebrati stamani a Palermo, nella chiesa di San Domenico, i funerali di Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale e nell’ultimo scorcio della sua vita assessore regionale ai Beni culturali nel governo Musumeci. Tusa è rimasto ucciso nell’incidente aereo della Ethiopian Airlines dello scorso 10 marzo in cui morirono altre 156 persone. Complesse le operazioni di recupero e riconoscimento dei corpi. Questa la ragione per cui la salma di Sebastiano Tusa è giunta in Italia solo ieri mattina. Ieri pomeriggio è stata allestita la camera ardente nella Sala delle Colonne di Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione Siciliana. Dalle 16 e fino alle 21,30 centinaia di persone si sono messe in coda per rendergli l’ultimo omaggio. La Chiesa di San Domenico oggi era gremita. Con la vedova Valeria Livigni, anch’essa dirigente dei Beni Culturali, e i figli, c’erano tra gli altri il Presidente della Regione Siciliana nello Musumeci, alcuni assessori della giunta regionale, il vicesindaco di Palermo, Fabio Giambrone e rappresentanti delle forze dell’ordine, con le quali Tusa a lungo collaborò, soprattutto nelle operaziioni di recupero di reperti archologici. «La fragilità della vita la scopriamo quando perdiamo una persona ancora giovane e amata come Sebastiano – ha detto padre Sergio Catalano, priore di San Domenico – Sebastiano era un maestro, un uomo che riusciva a trasformare le persone che incontrava. Un maestro per tanti che sono stati contagiati dalla sua passione. Il suo ricordo possa lasciare segni anche in questa terra dove c’è del male ma poi ci sono persone incredibili proprio come lui». Impossibile un elenco ragionato dei meriti scientifici di Sebastiano Tusa. Per brutale sintesi ricordiamo solo che fu l’ideatore e fondatore della soprintendenza del mare, e che per suo merito sono stati recuperati già 16 dei rostri delle navi romane che combatterono la battaglia delle Egadi il 10 marzo del 241 a.C.