Il carcere di Favignana e a destra l'ispettore di P.P. Nino Savalli
Pubblicità
<tonno auriga

L’Ispettore Antonino Savalli era accusato di abuso d’ufficio

Un calvario durato sei anni e chiuso dalla sentenza della prima sezione della Corte di Appello di Palermo. L’ispettore della Polizia Penitenziaria, Antonino Savalli, ex comandante di reparto facente funzioni Carcere di Favignana, è stato assolto dalla accusa di abuso d’ufficio. Nel 2013 l’ispettore ricevette un avviso di garanzia poiché negli anni in cui aveva svolto le funzioni Comandante non aveva provveduto al pagamento della luce e degli accessori dell’alloggio di servizio a lui assegnato. In realtà, emerge dai dati del processo, non era mai stato assegnato formalmente nessun alloggio all’ispettore che, fin da quando era ancora agente, risultava “accasermato”, e per coloro che dormono in caserma, a norma di legge non è previsto il pagamento di alcun onere. Savalli è stato assolto anche dall’accusa di aver sfruttato il lavoro dei detenuti per la pulizia degli alloggi e per i lavori di ripristino della struttura. Anche queste funzioni dei detenuti, sono previste dalle leggi e dai regolamenti carcerari, trattandosi di caserma e non di alloggio, che prevedono l’impiego della loro alla Manutenzione Ordinaria Fabbricati).