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Brutta sconfitta della Pallacanestro Trapani che perde incasa nel derby con Capo D’Orlando. Finisce 59-67

La Pallacanestro Trapani scesa in campo ieri nel derby con Capo D’Orlando, ha messo in campo una delle più brutte prestazioni alle quali potevamo assistere. Primi minuti in totale astenia per entrambe le squadre, con il primo quarto che si chiude 17-10 per i granata. Nel secondo tempo gli uomini di Parente cominciano a sbagliare tutto il possibile, non sfruttando il vantaggio di giocare contro una squadra orfana di Kinsey, e con i solo Laganà e Johson (che chiuderà con 27 punti) a tirare la carretta. Troppe le palle perse, troppe le soluzioni personali all’inizio del match magicamente scomparse alla fine quando la partita si era messa punto a punto dopo una bella rimonta dei granata. Cambia le pedine coach Parente, riformula il quintetto ma il risultato, eccetto qualche spunto di Bonacini, è sempre lo stesso. Atteggiamento indisponente e non collaborativo, con quella che in psicologia si chiama “diffusione della responsabilità”. Atteggiamento totalmente sbagliato e irrispettoso quello di Alessandro Amici, reo non di aver strappato la propria maglia granata, se l’è soltanto tolta entando in spogliatorio ma di aver risposto agli isulti dei tifosi, che chiaramente non possono far piacere nel corso della partita. Una reazione, che anche se provocata, non deve appartenere ad un professionista. In serata, in merito alla questione, è intervenuta con una nota la società granata, che si è scusata. “Una sconfitta sportiva non può giustificare comportamenti contrari al fair play verso i tifosi che sono il cuore pulsante della squadra. Principi quali il sacrificio, la sincerità, la lealtà, la correttezza e l’impegno sono iderogabili e non permetteremo a nessuno di ignorarli”.