Oggi in tutta Italia la protesta degli avvocati penalisti contro la riforma della prescrizione
Pubblicità
<tonno auriga

Oggi in tutta Italia la protesta degli avvocati penalisti contro la riforma dell’istituto della prescrizione predisposta dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

di Fabio Pace

La Camera Penale e gli avvocati penalisti di Trapani hanno risposto all’invito della Unione delle Camere Penali Italiani ed hanno aderito allo sciopero contro la riforma della prescrizione che entrerà in vigore dal prossimo primo gennaio 2020. Un provvedimento, per altro non organico ad una più ampia riforma della giustizia che di fatto abroga la prescrizione del reato dopo la sentenza di primo grado, sia l’imputato condannato o sia assolto. Per gli avvocati penalisti un obbrobrio giuridico che lede il diritto di ogni persona, sia essa imputata o persona offesa, a non rimanere in balia della giustizia penale a tempo indeterminato. Una ipoteca sul futuro di ogni cittadino che dovesse finire nelle maglie della Autorità Giudiziaria. Per altro la riforma oltre a essere stata definita una inciviltà giuridica dai penalisti e ritenuta perfettamente inutile e non in grado di incidere davvero sui tempi dei processi penali. I penalisti italiani sostengono che attorno alla questione della prescrizione sia stata alimentato un inganno informativo. Ecco perché insieme alla protesta è stata lanciata una operazione verità attraverso una ricerca realizzata dalla Unione delle Camere Penali Italiane in collaborazione con Eurispes. Dalla elaborazione degli stessi dati del ministero della Giustizia emerge che l’irragionevole durata dei processi è strettamente connessa alla farraginosità della macchina giudiziaria: il 64% dei rinvii ad altra udienza è dovuto a cause “processualmente fisiologiche”, quali l’assenza dei testi, il tentativo di conciliazione o la richiesta di messa alla prova. Un 16,2% dei rinvii è invece causato da “disfunzioni del sistema, attinenti agli uffici del giudice, del PM o a problemi di cancelleria”, solo il 4% è dovuto a “impedimenti del difensore o dell’imputato” e un 15,8% ad altro.

ASCOLTA L’INTERVISTA AL PRESIDENTE E AL VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA PENALE DI TRAPANI