Schermare l’area di attesa riservata ai parenti dei detenuti del carcere di Trapani. Una proposta di buon senso che giunge dai social

di Fabio Pace

Sarebbe bene che l’area di attesa riservata ai parenti in visita ai detenuti della Casa Circondariale “Pietro Cerulli” fosse schermata con della semplice ed economica pellicola adesiva termo riflettente. Si otterrebbero due risultati: si renderebbe l’ambiente più confortevole e meno soggetto all’effetto serra e, cosa più importante, l’area di attesa sarebbe più riservata e più rispettosa della sensibilità e della dignità di chi si reca in visita ai propri cari detenuti. La questione è stata sollevata ieri su Facebook da Giovanni De Santis che, oltre che uomo di cultura, si dimostra in tal modo uomo di grande sensibilità. Il suo post ha ricevuto decine tra commenti e condivisioni, tutte dello stesso segno. Cittadini trapanesi che condividono la necessità di rispettare il personale disagio di chi ha un proprio caro ristretto, ed anche un minimo di privacy, a maggior ragione quando si tratti di minori. È bene anche ricordare, a onor del vero, che per la prima volta questo problema fu segnalato dall’allora presidente della Camera Penale, l’avvocato Vito Galluffo, e che la direzione del carcere, in vero con tempi non celerissimi, comunque si adoperò per provvedere. Le vetrate dell’area di attesa furono schermate. Poi il tempo fece scempio di tale protezione adesiva e la schermatura, a brandelli, fu rimossa e mai sostituita. Ci piacerebbe che la direzione del carcere trovasse le risorse economiche, non tantissime riteniamo, per restituire alla zona di attesa dei parenti quel minimo di riservatezza che riteniamo debba essere loro dovuta. Perché il carcere, anche per loro, incolpevoli, non diventi indirettamente una sorta di pena, quella della esposizione pubblica. Il rispetto verso queste persone, madri, mogli, sorelle, genitori, fratelli, figli, è un forma di civiltà che, a nostro avviso, va di pari passo con la funzione che il carcere dovrebbe avere nei confronti dei reclusi. Recupero e rispetto sono due facce della stessa medaglia della nostra civiltà giuridica.