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Arrivano nuove misure di sicurezza passiva alla Casa Circondariale Pietro Cerulli di Trapani. I tecnici stanno montando nuove telecamere di sorveglianza.

di Fabio Pace

Da un paio di giorni sono in corso, presso la Casa Circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani, i lavori di stesura cavi e di collocazione di nuove telecamere di sorveglianza del perimetro. Un progetto di rafforzamento delle misure passive di sicurezza che è stato voluto e finanziato dal DAP, il Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria. Di rafforzamento di tratta, poiché già delle telecamere erano collocate in zona nell’ambito di un progetto del PON Sicurezza in sinergia con il Comune di Erice. Gran parte di queste telecamere, però, non erano più in funzione il 24 giugno scorso, all’epoca della fuga di Luca Leke, il detenuto di 33 anni di origini albanesi, che grazie a lavori interni, durante l’ora d’aria, arrampicandosi a un ponteggio nei pressi di un muro riuscì a scavalcarlo, non visto. Qualche mese dopo il 3 settembre, tre auto in sosta di agenti di polizia penitenziaria, nell’area di sosta compresa tra il muro perimetrale e il muretto sulla strada vennero danneggiate. Non è chiaro se si sia trattato di semplice vandalismo o di una intimidazione ma l’incursione fu resa possibile dal fatto che le telecamere non funzionavano. Per un’altra evasione, quella del 28 ottobre 2017 dal carcere di Favignana di tre pericolosi detenuti, sono stati rinviati a giudizio l’ex direttore delle carceri di Trapani e Favignana, Renato Persico, e il comandante facente funzioni di Favignana Silvia Lupo. Entrambi devono rispondere di “colpa in custodia”. I tre detenuti furono poi arrestati qualche giorno dopo in una casa disabitata di Favignana.