Pubblicità
<tonno auriga

Nell’articolo di ieri sulla chiesa dell’Epifania abbiamo commesso un errore di attribuzione di provenienza di un importante reperto conservato al Museo Pepoli. Ce ne scusiamo e correggiamo

di Fabio Pace

L’immagine di Trapani su mattonelle di maiolica che vedete nella terza foto da sinistra proviene dal pavimento della navata della chiesa di Santa Lucia: un reperto conservato al Museo Pepoli La Chiesa di Santa Lucia o di Maria Santissima della Catena è ubicata nel centro storico di Trapani, all’angolo tra la via Sant’Anna e la via Santa Lucia, accanto al complesso monumentale dell’ex convento di Sant’Anna oggi sede dell’Archivio di Stato (seconda foto da sinistra). Ieri nel servizio sulla effrazione al portone di ingresso della chiesa della Epifania, in piazza Generale Scio (prima foto da sinistra), abbiamo commesso l’errore di indicare tale pavimento come proveniente da quest’ultima chiesa, che ai trapanesi è più nota come chiesa di Santa Lucia o dei Capuccini. Una traslazione di denominazione che ci ha tratto in inganno ma che non è sfuggita ai nostri attenti telespettatori che ci hanno segnalato l’errore. Mail di chiarimento abbiamo ricevuto dalla Associazione degli Amici del Museo Pepoli e una nota sulla nostra pagina FB da Maria Pia Ravano. Li ringraziamo per la segnalazione e facciamo ammenda del nostro errore di attribuzione. La chiesa dell’Epifania è detta impropriamente di S. Lucia, perché vi è stata trasferita la statua della santa già appartenente alla vicina Chiesa, denominata S. Lucia o Maria SS. Della Catena, chiusa al culto dal 1945. In passato il 13 dicembre nella ricorrenza di S. Lucia i devoti trapanesi affollavano la chiesa dell’Epifania per chiedere alla Santa miracolosa anche qualche grazia. La statua, opera di Giuseppe Tartaglia, non ha requie perché nell’intento di salvaguardarla è stata traslocata nella vicina chiesa di S. Francesco d’Assisi.