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Ignoti hanno nuovamente violato l’antico luogo di culto di proprietà del Comune di Trapani

di Fabio Pace

Il portone di accesso della chiesa dell’Epifania è stata di nuovo aperto da ignoti. L’ennesima effrazione dopo quella denunciata il 29 ottobre scorso da uno dei cittadini trapanesi che fa parte della associazione Erythros. Alcune ore dopo quella prima effrazione agenti dalla polizia municipale, su disposizione dell’assessore al patrimonio, Dario Safina, hanno provveduto a richiudere il portone dell’edificio, non più consacrato al culto e di proprietà del Comune di Trapani. Nuovamente avvertito dell’ennesima effrazione l’assessore, oggi ha di nuovo disposto l’intervento della polizia municipale. Appare chiaro, a questo punto, che l’effrazione del 29 ottobre scorso, come quella di oggi non sono casuali, ed è d’obbligo immaginare che qualcuno vuole che la chiesa rimanga aperta. Nell’ipotesi migliore perché possa trovarvi rifugio. Nella peggiore della ipotesi, quella che più si deve temere, che rimanga aperte perché i ladri possano razziare quel poco tra arredi sacri, quadri e marmi che ancora vi sono custoditi benché in pessimo stato di conservazione. L’ennesimo grido d’allarme proviene ancora una volta dalla associazione Erythros ma il comune di Trapani bene farebbe a ipotizzare di svuotare completamente la chiesa di quanto può essere asportato e valutare una riparazione del portone che consenta una chiusura che sia più sicura di una catena con lucchetto. La Chiesa dell’Epifania, in piazza Generale Scio, è più nota ai trapanesi come chiesa di Santa Lucia per effetto della traslazione della statua della santa proveniente dalla chiesa omonima di via Sant’Anna chiusa al culto nel 1945. La chiesa pervenne al patrimonio del comune insieme all’intero complesso del Principe di Napoli. (La foto a corredo dell’articolo è di Marco Livadiotti)