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Nella notte irruzione nel plesso Falcone dell’Istituto Comprensivo Pertini di Trapani. Non è la prima volta che l’istituto viene preso di mira.

di Fabio Pace

Gli ignoti malviventi sono entrati dalla finestra di un’aula a piano terra. Poi progressivamente si sono mossi all’interno della scuola, prima scassinando un armadietto del quale hanno rotto il lucchetto, quindi salendo ai piani superiori, dove hanno forzato le porte di alcuni laboratori, scardinandone i battenti, e in qualche caso ferendosi e lasciando alcune tracce ematiche che sono state rilevate anche dalla polizia. I malviventi hanno persino aperto una stanza di servizio. L’obiettivo del raid era probabilmente il laboratorio con gli strumenti musicali. Un’aula didattica che però è stata messa in sicurezza protetta da una cancellata blindata. È stato usato un estintore nel tentativo di aprire la porta, ma inutilmente. Non è stato rubato nulla, così almeno appare da una prima ricognizione. Rimane però il dato centrale della irruzione notturna. Non è la prima. Temiamo possa non essere l’ultima. Una circostanza che può essere letta come una forma di intimidazione, o come un messaggio di dominio territoriale che non intende ammettere e riconoscere la presenza di un presidio di cultura e legalità. In particolare una scuola come l’Istituto comprensivo Eugenio Pertini con i suoi plessi distaccati, distribuiti tra i quartieri Sant’Alberto e Fontanelle, particolarmente attiva sul territorio con attività extrascolastiche, con lezioni extracurriculari dedicate all’ambiente, alla legalità alla lettura, alla socialità diffusa. Una presenza che è divenuta cerniera di collegamento tra periferia e centro, intese non solo dal punto di vista urbanistico. Non vogliamo e non possiamo escludere che tutto questo possa dare fastidio a quanti nell’isolamento delle periferie alimentano i loro interessi, prevalentemente criminali e in grado di produrre quell’humus di sottocultura contro il quale il Pertini e il plesso Falcone con la sua dirigente, Maria Laura Lombardo e con tutto il corpo insegnanti è in prima linea. Le ipotesi di incrementare la vigilanza dinamica da parte delle forze dell’ordine e di predisporre un progetto straordinario di sorveglianza video da parte del Comune di Trapani dovrebbero essere prese in seria considerazione per non vanificare il ruolo svolto dal Pertini e dal plesso Falcone.