Fiammetta Borsellino ha incontrato oggi gli studenti dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII

“Per una vera antimafia non bastano le passerelle il 23 maggio ed il 19 luglio. Non serve ripetere le parole di Falcone e Borsellino. Bisogna chiedere la verità e dare delle risposte”. Parole forti quelle di Fiammetta Borsellino, pronunciate dal palco dell’auditorium  Regina Pacis di Paceco dove questa mattina, la figlia del giudice assassinato nel luglio del 1992, ha incontrato gli studenti dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII. Parole di una figlia che si batte per la verità. Una verità ad oggi negata. Cosa c’è dietro il tritolo di Capaci e Via D’Amelio? Palermo, Paolo, Giovanni, la Trattativa Stato Mafia. Domande mirate, pungenti, quelle degli studenti, perché i ragazzi sono curiosi, vogliono sapere. “Non si può delegare la ricerca della verità solo ai magistrati”, dice Fiammetta Borsellino poco prima della fine dell’incontro. Un invito alla società civile, ma anche un atto d’accusa per chi, nelle istituzioni, avrebbe dovuto contribuire alla ricerca della verità. L’abbiamo ascoltata a margine dell’iniziativa fortemente voluta dalla dirigente Barbara Mineo.

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