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Un allevatore sardo si fa fotografare con un povero animale legato alle zampe e trasportato come se fosse un oggetto, tanto da scrivergli sul corpo e con lo spray “CARPISA”, nota azienda produttrice di borse e valigie. La foto finisce sui social ed Enrico Rizzi, Presidente dell’associazione “Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali” ed a Capo della Segreteria Nazionale del Partito Animalista Europeo, la condivide sia sul suo profilo che sulla pagina dell’associazione, limitandosi a criticare il comportamento dell’allevatore. Quest’ultimo lo denuncia per diffamazione. Dopo scrupolose indagini, la Procura della Repubblica di Trapani decide di procedere esclusivamente contro il leader animalista Enrico Rizzi, rinviandolo a giudizio per diffamazione aggravata dall’uso di internet. Nel decreto di citazione a giudizio firmato dal Pubblico Ministero, Dott. ssa Francesca Urbani, si legge che l’allevatore “trasportava una pecora in spalla, adagiata all’interno di una sacca”.