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di Mario Torrente

Il comunicato è partito alle 21.53 di questa sera. A poco più 24 ore dalla notizia della nomina di Paolo Genco ad assessore. Proprio ieri il sindaco Daniela Toscano aveva fatto sapere di essersi riservata di assegnare le deleghe ai nuovi componenti della sua giunta, oltre a Genco anche al neo assessore Peppe Spagnolo, nelle “prossime ore”. Essendo un sabato, la cosa più ovvia era ipotizzare l’ufficializzazione delle deleghe per l’inizio della settimana. Volendo correre per domani mattina  Ma nessuno, tra gli “addetti al lavori” avrebbe immaginato che il decreto sarebbe stato predisposto e firmato di domenica sera. Ed invece così è stato. L’atto porta la data di oggi, 17 novembre, con in calce, oltre la firma del sindaco Toscano, anche quella del responsabile dell’istruttoria Michele Scandariato, che attorno alle 18 è dovuto andare, nonostante il giorno festivo, negli uffici di Rigaletta Milo per scrivere il decreto di rimodulazione delle deleghe. Il sindaco Toscano ha voluto chiudere entro oggi la partita del rimpasto perché domani deve partire per partecipare, assieme all’assessore Gianni Mauro, all’assemblea Anci che si terrà ad Arezzo. Dopodiché, i due amministratori ericini si sposteranno a Bologna per il Festival dei borghi più belli d’Italia.  Da qui la necessità di rimodulare subito le deleghe. A conferma di quanto trapelato nei giorni scorsi, Spagnolo si dovrà occupare di sport, servizi cimiteriali e Polizia municipale, oltre che di servizio idrico integrato. A Genco sono invece andati i lavori pubblici, territorio, urbanistica, abusivismo edilizio, Suap e randagismo. Confermato bilancio, finanze e Protezione Civile al vicesindaco Gianrosario Simonte, che ha dovuto cedere lo sport a Spagnolo. Gianni Mauro resta al patrimonio, finanziamenti, marketing territoriale e agenda urbana. Chiude la squadra di governo del Comune della vetta Luigi De Vincenzi, assessore all’ecologia, igiene, sanità, ambiente, verde pubblico e servizi manutentivi. Questo il quadro dell’esecutivo della vetta. Per la carica di presidente del Consiglio comunale si va invece verso l’elezione di Luigi Nacci. Da qualche ora, assieme al consigliere Nicola Augugliaro, non più all’opposizione. I due, eletti nella coalizione che nelle amministrative sostenne proprio la corsa di Nacci a sindaco, sono ufficialmente passati, armi e bagagli tra le file della maggioranza. Con tanto di accorto firmato dal sindaco e da tutte le forze politiche che sostengono l’amministrazione Toscano. E tra i nove firmatari, oltre il sindaco ed i due consiglieri, c’è anche Giacomo Tranchida, in rappresentanza di una delle liste che facevano parte della coalizione elettorale della Toscano. Dunque l’intesa ha il sigillo politico del sindaco di Trapani. Ma non, per i socialisti, di Nino Oddo. Non c’è infatti la sua firma in calce al documento. Anche se l’ex parlamentare regionale, in un post pubblicato su facebook, da un lato ha rivendicato la paternità dell’intesa: “Io stesso – ha scritto Oddo – ho proposto un percorso istituzionale che allentasse le tensioni attraverso l’elezione di un presidente di garanzia che ristabilisse un clima politico accettabile per tutti ed ho indicato Luigi Nacci. Abbiamo rifiutato, ed è giusto che si sappia, commistioni in giunta, perché ovviamente sarebbe risultato incomprensibile per la gente nel vedere insieme chi si era contrapposto fino a due anni fa”. Dall’altro però ha gelato il documento sull’accordo, nel passaggio in cui già si parla di una coalizione allargata in vista delle amministrative del 2022. Bollando il tutto come “fantapolitica”. Frenando, quindi, su possibili alleanze elettorali con i socialisti. Nino Oddo ci va insomma cauto, definendo questo accordo come una “prima pietra di un possibile percorso politico. Tutto il resto è allo stato fantapolitica”, ha detto l’esponente socialista, definendo ridicoli futuri scenari e candidature. “Siamo nel 2019. In tre anni – ha sottolineato Oddo – con la velocità della politica moderna gli scenari cambiano in continuazione”.  Per Nino Oddo è insomma ancora tutto da vedere. Dalla neo coalizione sembrano invece avere trovato la quadra. E soprattutto compattezza per avviare una nuova stagione politica. Almeno così sembra. Naturalmente la prima prova sarà quella dell’aula per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale. E poi ci saranno le new-entry in assemblea, ovvero Michele Cavarretta e Ninni Simonte che andranno a prendere il posto, non appena si dimetteranno da consiglieri comunali, di Peppe Spagnolo e Paolo Genco. L’ex assessore a Trapani e l’ex consigliere ericino sono infatti i primi dei non eletti nelle rispettive liste. Ma prima delle surroghe si dovrà procedere alle variazioni di bilancio. E poi si apriranno i giochi per la presidenza del consesso civico. Giochi che al momento sembrano già belli che fatti. Per tutto il resto, prima della scadenza naturale della sindacatura, ci sono ancora due anni e mezzo di mandato.