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A Erice è scoppiata la pace? Sembrava di sì dopo la nomina dei due nuovi assessori nella giunta guidata da Daniela Toscano, cioè i due consiglieri Spagnolo e Genco, e invece… se da un lato queste due nomine hanno aperto il dialogo con i socialisti, dall’altro è di stamattina la presa di posizione dei due consiglieri del PD, Carmela Daidone e Pino Agliastro, i quali parlano di operazione di maquillage e non di programmazione amministrativa.
Vediamo…

Il rimpasto è servito. Peppe Spagnolo e Paolo Genco siederanno in giunta con la sindaca Daniela Toscano e, superato il periodo di prova, si dimetteranno dalla carica di consigleire comunale. Al loro posto entreranno Michele Cavarretta e Ninni Simonte.
Tutto ha avuto un’accelerazione fra giovedì e sabato. Spagnolo si dovrà occupare di sport, servizi cimiteriali e Polizia municipale, oltre che di servizio idrico integrato. A Genco sono invece andati i lavori pubblici, territorio, urbanistica, abusivismo edilizio, Suap e randagismo. Confermato bilancio, finanze e Protezione Civile al vicesindaco Gianrosario Simonte, che ha dovuto cedere lo sport a Spagnolo. Gianni Mauro resta al patrimonio, finanziamenti, marketing territoriale e agenda urbana. Chiude la squadra di governo del Comune della vetta Luigi De Vincenzi, assessore all’ecologia, igiene, sanità, ambiente, verde pubblico e servizi manutentivi. Questo il quadro dell’esecutivo della vetta. Per la carica di presidente del Consiglio comunale si va invece verso l’elezione di Luigi Nacci.
Ed in merito va aperto un capitolo a sé.
L’invito dei socialisti era chiaro: avviamo un percorso di garanzia istituzionale che possa dare serenità all’azione amministrativa ericina fino alla fine del mandato degli elettori. Tradotto significa: non siamo interessati ad avere un posto in giunta ma preferiremmo avere la presidenza del consiglio comunale.
Mesi di ragionamenti più o meno sotterranei, alla fine hanno portato la sindaca a convincere anche Giacomo Tranchida e da sabato i socialisti sono stati individuati come partners affidabili non solo per questo mandato ma anche come interlocutori delle prossime elezioni previste fra due anni e mezzo. In realtà, per dirla tutta, non è il PSI ad avere sottoscritto il documento programmatico ma i soli Nacci ed Augugliaro a livello personale. I socialisti ericini, infatti, rumoreggiano.
Ma rumoreggiano e non tanto sommessamente anche i consiglieri del PD, Carmela Daidone e Pino Agliastro, i quali hanno prodotto un documento con il quale prendono le distanze dall’accordo siglato e ratificato nei giorni scorsi. “La montagna ha partorito il topolino” scrivono Daidone e Agliastro. E si dicono indipendenti disposti a portare avanti il solo programma elettorale con il quale hanno chiesto il sostegno elettorale nel 2017. Per loro due il patto firmato nei giorni scorsi a Erice “Non rappresenta un rilancio costruito su tavoli di lavoro, condivisione di obiettivi fra coloro che hanno sostenuto con forza, coerentemente e stabilmente questa Amministrazione, bensì campagne acquisti, attribuzioni di cariche “honoris causa”, maquillage e quant’altro si pensi possa tornare utile alle prossime elezioni”.
Per Nacci, comunque, sembra avviarsi il percorso che lo porterà (con difficoltà a questo punto) sullo scranno più alto del consiglio comunale: la presidenza dell’assemblea consiliare.
Ma la parola fine, oggi, sembra lontana dall’essere scritta.

Nicola Baldarotta