Così si è pronunciato il Tribunale di Trapani nella vicenda che ha visto contrapposto il giornalista con la nostra emittente.

Rino Giacalone dovrà essere risarcito di 25 mila euro. Così il Giudice Anna Loredana Ciulla si è pronunciata, ieri, nella causa civile che vedeva contrapposti il giornalista trapanese e Telesud. La richiesta avanzata era stata di 52 mila euro. In giudizio erano convenuti il nostro presidente Massimo Marino, l’ex direttore responsabile Rocco Giacomazzi, poi deceduto e per il quale Giacalone ha ritenuto di proseguire in giudizio con gli eredi, e l’allora cronista di redazione Luigi Todaro, estensore materiale dell’articolo oggetto della richiesta risarcitoria, oggi collaboratore della testata on line Tp24. La vicenda risale al maggio del 2015 quando, dopo una serie di pubblicazioni su altre testate della stessa natura, ma senza citare il nome del giornalista, la nostra emittente dava conto di un “tam tam” che in quei giorni correva sui social, e non solo, per una presunta iscrizione sul registro degli indagati del “giornalista antimafia” per tentata estorsione e millantato credito per una vicenda in cui sarebbero stati coinvolti l’ex presidente di Confindustria Davide Durante, notoriamente amico del Giacalone, ed un magistrato del Tribunale di Trapani. Ha così commentato il presidente del Gruppo Editoriale: “Prendo atto della sentenza; con serenità, rispettandola. Mi sembra, tuttavia, che il Giudice non abbia minimante tenuto conto delle nostre pubblicazioni di rettifica richieste, TUTTE, SEMPRE ed integrali, nonché della circostanza che fu lo stesso Giacalone a darsi pubblicità sui fatti; fu, infatti, lui stesso a chiedere la rettifica al Giornale di Sicilia che non lo aveva citato, soprattutto nella considerazione che la stessa Ciulla ha sancito il danno non patrimoniale, come ammesso dal ricorrente, ma riconducibile alla reputazione ed alla identità personale. Ma quest’ultima, era stata svelata, appunto, dallo stesso senza alcuna ingerenza di Telesud. Comunque, tutte valutazioni di merito – oltre a qualche dubbio di legittimità…- che saranno presenti nel ricorso gerarchico che si appresta a predisporre la nostra difesa. Da parte mia -conclude Massimo Marino- che dire: non posso, da editore, che confermare la libertà piena data all’ex redattore Luigi Todaro, cui fu chiesto dall’allora direttore responsabile, con me presente, per ben 3 volte la verifica delle fonti – almeno sotto il profilo della verosimiglianza, per quella “del tam tam” era noto a tutti…- prima della pubblicazione e poi esserci assunti la doverosa responsabilità editoriale a tutela della scelta fatta, e dello stesso cronista, con i commenti a margine della cronaca.” Telesud ed i giornalisti convenuti sono stati anche condannati a rifondere, come da prassi, le spese legali della parte attrice.

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO

«Spiace ancora una volta prendere atto come la vostra emittente, pubblicando nell’edizione odierna, anticipata sul sito web, dichiarazioni attribuite all’editore dott. Massimo Marino, rappresenti nei miei riguardi circostanze completamente infondate e diffamatorie. In particolare laddove si dice che  “fu lo stesso Giacalone a darsi pubblicità sui fatti; fu, infatti, lui stesso a chiedere la rettifica al Giornale di Sicilia che non lo aveva citato“. E’ vero tutt’altro: la richiesta di rettifica e smentita per l’articolo pubblicato sull’edizione di Trapani del Giornale di Sicilia del 30 aprile 2015 fu da me inviata alla segreteria di redazione del Giornale di Sicilia il 20 maggio 2015, nello stesso giorno in cui feci arrivare la richiesta di rettifica e smentita al direttore responsabile di Telesud per l’articolo pubblicato il 2 maggio 2015, andato in onda, ripreso sul sito web e postato nella pagina Facebook della stessa emittente. Si insiste poi col dire che il Vostro articolo giornalistico del 2 maggio 2015 faceva seguito “ad una serie di pubblicazioni su altre testate della stessa natura, ma senza citare il nome del giornalista”. L’unica anticipazione giornalistica fu quella del Giornale di Sicilia ma non si può sottacere che lo stesso era l’autore dell’articolo del 30 aprile 2015, comparso senza il mio nome, sul Giornale di Sicilia, e dell’articolo mandato in onda, col mio nome, il 2 maggio 2015 da Telesud. Quindi certamente non si può sostenere che la Vostra emittente ha giornalisticamente ripreso la notizia come se fosse stata scritta da terzi. Diverse erano le testate, Giornale di Sicilia e Telesud, ma identico era il giornalista, Luigi Todaro!».
Rino Giacalone

LA NOSTRA RISPOSTA

L’articolo non diceva che FOSSE STATO IL PRIMO A DARNE NOTIZIA del suo nome, ma che semplicemente lui stesso avesse detto ad una testata giornalistica, che non aveva comunque fatto il suo nome, che si trattava della sua persona, ovviamente smentendo i fatti. Ed ancora: è vero che seppur le testate fossero diverse, il giornalista, ovvero Luigi Todaro, fosse, invece lo stesso. Ma NON E’ VERO che “l’unica anticipazione giornalistica fu quella del Giornale di Sicilia”, visto che lo stesso giorno della pubblicazione del GDS, ovvero il 30 aprile 2015, anche Tp24 pubblicò la notizia nelle stesse modalità, ovvero non citandone il nome.