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Ancora un’aggressione all’interno delle carceri Pietro Cerulli di Trapani. Vittime, due assistenti capo della penitenziaria, in servizio presso il Nucleo Traduzioni. L’episodio di violenza è avvenuto ieri attorno alle 17,00. Un detenuto di origini algerine, Alì Rouibah di 28 anni, di ritorno dall’udienza conclusiva del processo a suo carico presso la Corte d’Appello di Palermo, dove era chiamato a rispondere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte come conseguenza di un altro reato, sarebbe andato in escandescenza prima dentro la cella del Tribunale, subito dopo la lettura della sentenza, poi all’arrivo presso la casa circondariale di Trapani, si sarebbe scagliato contro i due agenti, costretti a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso del Sant’Antonio Abate. Uno di loro ha riportato una sospetta frattura al polso e traumi ad un ginocchio e la caviglia. Il collega invece è rimasto sotto osservazione per un sospetto trauma cranico. Il detenuto è stato invece posto in isolamento. Sulla vicenda sono intervenuti i sindacati di categoria che la scorsa settimana avevano protestato di fronte alle carceri in occasione della visita del capo del Dab Basentini. “Mentre l’amministrazione apre altri padiglioni detentivi – commentano i sindacalisti – il personale di Polizia Penitenziaria subisce aggressioni, quasi come un bollettino di guerra”. “La politica del buonismo non paga – proseguono i rappresentanti delle sigle sindacali – ed è per questo che, a breve, daremo inizio a lotte giacchè è stato davvero una beffa vedersi aprire un altro reparto senza un aumento dell’organico, subendo addirittura l’onta di un capo che non ha ritenuto doveroso sentire i propri uomini, confermando la lontananza tra i lavoratori delle trincee penitenziarie ed i colletti bianchi che, da postazioni comode, gestiscono il mondo penitenziario portandolo all’attuale sfascio”.