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Marinedi non presenta le fidejussioni. Si riapre il futuro dell’ex Cantiere Navale Trapanese.

Lunedì si è consumato l’ennesimo atto che riporta la casella alla stazione di partenza nella ingarbugliata vicenda dell’area ex Cantiere Navale Trapanese. L’Autorità Portuale aveva provato ad attivarla immediatamente offrendo alla Marinedi la possibilità di una “anticipata occupazione” ai sensi del Codice della Navigazione; l’azienda romana non ha, tuttavia, aderito lasciando scadere i termini che gli erano stati concessi per esibire la documentazione e le garanzie utili al rilascio del titolo. L’Autorità Portuale, quindi, sentita dalla nostra redazione, non ha potuto fare altro che constatare la mancata volontà della società al deposito delle necessarie fidejussioni; non rimanendo altro da fare se non attendere gli esiti del contenzioso pendente da cui uscirà fuori, probabilmente, l’aggiudicatario definitivo al Consiglio di Giustizia Amministrativa. Udienza che, tuttora, non è stata fissata e che, verosimilmente, adesso, il Presidente Pasqualino Monti chiederà di accellerarne la fissazione. L’autorità Portuale, infatti, “si è attenuta pedissequamente alle disposizioni del Tribunale Amministrativo Regionale”. Adesso, tutto torna in gioco, in attesa del CGA. Non è detto, però, con un nuovo; potrebbe anche valutarsi una riqualificazione dell’area complessiva. Auspicio ventilato dallo stesso Monti così come dall’Assessore Regionale alle Attività Produttive Mimmo Turano. Così ha commentato, infatti, il politico alcamese: “tanto tuonò che piovve. Avevamo visto lungo quando lanciammo il grido d’allarme a suo tempo per una scelta incomprensibile che lasciava fuori il Bacino galleggiante dall’area non tenendo conto dell’interesse collettivo dei players sul territorio.” Fortissime perplessità sul procedimento di concessione avviato nel 2013 dalla Capitaneria di Porto di Trapani ed ereditato, oggi dall’Autorità di Sistema e che potrebbe ancora oggi ricevere l’annullamento in autotutela. Bene ha fatto, dunque, l’Autorità Portuale a provare ad accelerare la ripresa dell’area offrendo l’anticipata occupazione. Ma alla luce della mancata adesione di Marinedi, forse andrebbe ripensato tutto ed approfondita meglio l’istanza della Regione Siciliana – così come Turano ha tenuto a sottolinearci – a tutela di un patrimonio di tutti ripartendo con un nuovo procedimento che aggiusti gli errori commessi e che riassegni l’area unitamente al Bacino galleggiante. Servirebbe probabilmente prendere immediatamente atto che il procedimento frettolosamente avviato sull’onda “emozionale” del fallimento del Cantiere Navale Trapanese non ha portato risultati; fermarsi per un momento e stabilire il tavolo tecnico istituzionale per rivedere l’eventuale bando ed il procedimento di assegnazione in corso alla luce delle criticità evidenziate al fine di arrivare a conclusione, stavolta, nell’unico rinnovato orizzonte di un interesse veramente generale del territorio.