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di Mario Torrente

L’aumento del prezzo del pane fino ad un massimo di tre euro, con un rincaro del 50 per cento, sta animando il dibattito sui social network, con i cittadini che stanno contestando quanto deciso dalle associazioni di categoria dei fornai per far fronte ai sempre maggiori costi di produzione e adempimenti fiscali e amministrativi. Naturalmente il prezzo del pane resta libero. Ed infatti in questi giorni gli aumenti sono stati a macchie di leopardo, tra chi ha lasciato tutto invariato, a chi ha ritoccato all’insù di poche decine di centesimo. Fino ad arrivare al massimale di tre euro. E mentre dalle piazze virtuali spopolano le critiche, da Palazzo D’Alì si registra la presa di posizione dell’amministrazione comunale di Trapani, con il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessore Giuseppe Pellegrino che hanno annunciato l’intenzione di organizzare un tavolo tecnico tra le associazioni di categoria dei panificatori, quelle agricole ed i vertici della Camera di Commercio per parlare del rispetto delle leggi vigenti sulla rintracciabilità dei prodotti da forno, richiamando i regolamenti comunitari sull’obbligo di tracciabilità ai fini della sicurezza alimentare. Una proposta, con la doverosa premessa  che in mondo globale ed in un contesto di economia libera l’amministrazione comunale non può di certo intervenire nella determinazione del prezzo del pane, parte proprio dall’analisi dei costi di produzione, con un chilo di grano duro acquistato dai nostri coltivatori costa 25 centesimi al chilo per arrivare fino ai due milioni di tonnellate di grano duro importati dall’estero. “Dove però i prezzi del grano sono inferiori ai nostri costi di produzioni”, come rimarcato nella nota diramata stamattina dagli uffici del Comune di Trapani. “Questa amministrazione – si legge nel comunicato – propone ai panificatori quanto alle loro organizzazioni rappresentative della categoria, unitamente alle associazioni del mondo dell’agricoltura ed alla Camera di Commercio, che sarebbe opportuno, oltre che giusto, anche in fase di vendita al dettaglio, specificare se le farine provengono da grano duro italiano, siciliano o estero, e tanto in considerazione anche del fatto che il grano duro italiano, grazie al nostro sole, è privo di glifosato e di micotossine cancerogene”. Una proposta di garanzia dunque, con l’amministrazione Tranchida che ha ribadito l’intenzione di sostenere la promozione e valorizzazione dei prodotti locali, a partire proprio dal pane. Con il logo della città di Trapani che potrebbe comparire nei panifici che garantiranno pane da farine di grani locali. Assicurando in questo modo da un lato la tracciabilità del prodotto e dunque”la garanzia del salutare consumo locale e perché no – si legge sempre nella nota diramata dall’esecutivo di Palazzo D’Alì – l’auspicabile incentivante sostegno alla filiera produttiva agricola onde sostenere il sistema locale ..dal produttore al consumatore”.