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L’Autorità portuale ha revocato l’archiviazione in autotutela.

Un pronunciamento che potrebbe sbloccare definitivamente la vicenda dell’ex Cantiere Navale Trapanese. In attesa del CGA. Ma per il momento, il Consiglio d’autotutela dell’Autorità Portuale del Mare della Sicilia Occidentale ha dovuto dare ragione a Marinedi revocando l’archiviazione sull’anticipata occupazione dell’area. La società romana ha rispettato le prescrizioni del TAR cui l’Autorità si era strettamente attenuta, in una vicenda, è bene ricordarlo, ereditata dalla Capitaneria di Porto, iniziata nel lontano 2012; fidejussioni e canoni inclusi. Tanto tempo, decisamente troppo per gli operai dell’allora CNT che spingono, comprensibilmente, verso una soluzione finale per ritrovare “quella dignità di uomini e padri di famiglia ritornando al loro posto di lavoro”. Insomma, “l’anticipata occupazione”, come stabilito nella sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, è alle porte; la firma potrebbe arrivare giovedì prossimo in una riunione già fissata fra il presidente Pasqualino Monti e Renato Marconi, patron di Marinedi. L’ultimo adempimento per la sottoscrizione dell’atto sarebbe il versamento del canone 2020. Certamente un po’ di chiarezza per un area che è indubbiamente strategica per lo sviluppo dell’area portuale se non, addirittura, per il territorio complessivamente. Tutto, come detto, comunque sotto la spada di Damocle del Consiglio di Giustizia Amministrativa, il secondo grado del TAR per i non addetti ai lavori, che, tuttavia, non ha ancora fissato la data dell’udienza. Ed il Bacino di Carenaggio in tutto questo? Si ricordi che è di proprietà della Regione e, allo stato, resterebbe fuori dalla funzionalità dell’area visto che non rientrava nel bando a suo tempo disposto dalla Capitaneria. L’assessore regionale alle Attività Produttive Mimmo Turano non ha mai nascosto la sua contrarietà a quel bando, anzi. Il politico alcamese avrebbe preferito l’inclusione del Bacino nell’assegnazione dell’area. Adesso bisognerà vedere cosa deciderà il Governo Musumeci alla luce dei nuovi risvolti sulla vicenda. Il rischio è quello che il Bacino venga portato via da Trapani.