L’ex patron della Liberty Lines non è in grado di comparire in giudizio. La conferma da una perizia medica, è affetto da Alzheimer

Un esito scontato e ampiamente atteso. Vittorio Morace esce dal processo relativo alla tranche palermitana dell’inchiesta denominata Mare Monstrum. Il Giudice per l’Udienza Preliminare ha emesso la sentenza di non luogo a procedere accogliendo la richiesta dei difensori dell’armatore trapanese. Vittorio Morace, affetto da Alzheimer, non è in grado di stare in giudizio. In prima battuta la posizione di Morace fu stralciata in attesa di una perizia medico legale, richiesta dallo stesso GUP, che ha confermato la documentazione medica prodotta dal collegio di difesa, gli avvocati Sergio Monaco, Luca Romano e Alfonso Furgiuele. Il PM ha però chiesto la conferma del sequestro preventivo, per equivalente, di 10 milioni di euro in capo al patrimonio dell’ex patron della Ustica Lines (poi divenuta Liberty). Proprio attorno alle vicende della compagnia di navigazione ruota l’indagine Mare Monstrum condotta dai Carabinieri che portò ad arresti e avvisi di garanzia di personaggi eccellenti del mondo della politica, oltre a funzionari della Regione Siciliana. Secondo l’accusa gli armatori Vittorio Morace e il figlio di questi, Ettore, avrebbero stretto un patto corruttivo con l’allora dirigente dell’assessorato ai Trasporti della Regione siciliana, Salvatrice Severino. In cambio di favori e regalie Severino avrebbe redatto bandi di gara per i collegamenti con le isole minori in maniera tale da favorire la Ustica Lines. Alla base degli atti d’accusa alcuni diari, scritti dal marito di Salvatrice Severino e rinvenuti durante una perquisizione, che riportano con puntualità i rapporti con i Morace e il presunto legame corruttivo. Nell’inchiesta sono stati indagati e poi rinviati a giudizio anche l’ex Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta e l’ex senatrice Simona Vicari, l’uno perché avrebbe ricevuto del denaro per la campagna elettorale del suo movimento politico, l’altra perché avrebbe ricevuto un rolex, in cambio di interessamenti e agevolazioni per la società di navigazione. L’indagine vede anche uno stralcio trapanese in cui è imputato l’ex sindaco ed ex deputato regionale, Girolamo Fazio, accusato di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e traffico di influenze.