Secondo episodio in pochi giorni.

Carne in scatola mescolata con del frumento di colore rosso, utilizzato come veleno, potentissimo, per topi che, una volta ingerito, provoca la morte non solo dei topi ma di qualunque altro animale, se non si interviene in tempo. Il piatto, con la pietanza letale, è stato collocato, per ben due volte nell’arco di 10 giorni, all’interno dell’atrio di un condominio della via IV Novembre, nei pressi dello stadio provinciale. Chi lo ha lasciato lì aveva un chiaro intento: uccidere i gatti randagi che trovano riparo tra i cassonetti della differenziata dove, oltretutto, vengono sfamati e accuditi da alcuni condomini amanti degli animali.

Nel primo caso, ad ingerire il topicida, rischiando la vita, era stato un cane padronale che è stato salvato grazie al tempestivo intervento di un medico veterinario. Il secondo episodio è accaduto ieri. Alcuni condomini hanno notato il piatto e dato immediatamente l’allarme chiedendo anche l’intervento della polizia municipale che, nei prossimi giorni, dovrebbe esaminare i filmati raccolti dalle telecamere di sorveglianze poste su un garage, da cui si accede proprio attraverso a quest’area comune chiusa da un cancello, al fine di individuare l’autore del reato. Sarebbe esclusa la possibilità che ad effettuare un gesto così riprovevole sia stata una persona esterna al condominio dove, a detta di alcuni abitanti della zona, ci sarebbero stati diversi diverbi sulla presenza dei gatti randagi. Insomma i gatti da alcune persone non sono graditi, danno fastidio perché sono animali e sporcano! La soluzione? La più becera che si possa trovare: ucciderli! Il caso è stato anche denunciato alle forze dell’ordine.

Avvelenare un animale è un reato punito dall’art. 544 bis e dal 544 ter del Codice Penale.