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Arrivano le nuove regole europee per la pesca a strascico. Drastica la riduzione delle giornate in cui sono consentite le battute di pesca.

L’Unione Europea ha emanato nuove regole sulla pesca a strascico. La logica che muove l’Europa è la riduzione dello sforzo di pesca, per preservare la risorsa ittica dall’eccessivo sfruttamento, in particolare il gambero viola, rosa e rosso, gli scampi, il nasello e le triglie. Le conseguenze gravano però sulle flotte pescherecce, in particolare della Sicilia occidentale, e sulla economia di un intero comparto. Secondo Federpesca si tratta di un’ulteriore limitazione all’attività di pesca che risulta ad oggi inapplicabile per il precario contesto economico del settore e soprattutto per la mancanza di adeguate alternative socio assistenziali che siano in grado di sopperire alle intenzioni del legislatore comunitario. Federpesca ha avanzato al ministero per le risorse agricole e alimentari una propria proposta di maggiore flessibilità anche per superare il cosiddetto fermo biologico generalizzato: affidare alla autodeterminazione delle imprese di pesca il plafond di giornate di pesca annuali consentite. Secondo Federpesca l’esperienza del fermo temporaneo obbligatorio, a valle di un’applicazione trentennale non sembra aver restituito risultati positivi né agli stock ittici, né tanto meno alla sostenibilità economica del sistema delle imprese. Per la maggior parte degli areali di pesca l’utilizzo del plafond potrebbe essere facilmente modulato tenendo conto dei cicli biologici delle specie ittiche di riferimento, nei periodi di riproduzione e di accrescimento di taglia. Secondo Federpesca, già nel 2020 potrebbe essere facilmente introdotto un sistema di gestione basato su un plafond di giornate di pesca, inizialmente assegnato alle unità dotate di blue-box, il sistema satellitare di rilevamento della posizione, per le quali la controllabilità non è controversa.